Anguria Santa Vittoria

Ortiva · Emilia-Romagna

Anguria di grossa pezzatura coltivata a Santa Vittoria di Gualtieri (Reggio Emilia), un tempo commercializzata su scala nazionale.

L’Anguria Santa Vittoria (Citrullus lanatus (Thunb.) Matsum. & Nakai, Cucurbitaceae), detta anche angoria fojasa o angoria nostrana nella bassa reggiana, è originaria di Santa Vittoria di Gualtieri, in provincia di Reggio Emilia, con diffusione successiva estesa alle ex valli bonificate tra Novellara e Guastalla.

Storia

Non vi sono notizie certe sulla data di introduzione; l’ipotesi più attendibile colloca la coltivazione non prima del Settecento, quando una tradizione si sviluppò nella tenuta dei Conti Greppi a Santa Vittoria di Gualtieri, poi divenuta Cooperativa Braccianti e in seguito Cooperativa Agricola di Santa Vittoria. Un’ipotesi di origine francese (legata al sinonimo «ardita» o «francese» usato anche per l’anguria romagnola di Bagnacavallo) non trova riscontro nei semi, di colore diverso tra le due varietà, né in alcuna testimonianza scritta o orale locale.

Negli anni Sessanta del Novecento il mercato, da locale, divenne nazionale, con rivendite in riviera romagnola e ligure che pubblicizzavano la vendita di «Anguria di Santa Vittoria». Un tempo l’anguria si acquistava intera in uno dei tanti casôt, le tipiche rivendite dirette sparse per la pianura, diffuse tra gli anni Venti e Cinquanta; fino agli anni Novanta c’erano chioschi di cocomeri, anche in città, attrezzati con sedie e tavoli, dove d’estate si andava a cercare frescura.

Tradizioni

La cocomeraia era chiamata «ortaglia» (ortaia) dai vittoriesi e dai novellaresi. Figura centrale era lo staccatore (spicadôr), chiamato nelle diverse ortaglie a valutare la maturazione e il momento della raccolta con un colpo d’occhio, basato sul lieve cambio di colore della buccia; in caso di dubbio, l’anguria veniva leggermente battuta con la roncola per valutarne il suono. Restano nella memoria locale figure celebri di spiccatori attivi negli anni Cinquanta-Sessanta, come «Iépp» (Giuseppe Secchi) di Santa Vittoria e «Falco» (Francesco Brioni) di Novellara, insieme al fratello Osvaldo.

Morfologia

Frutti di peso elevato (8-14 kg), buccia a fondo verde chiaro con righe scure a delimitare spicchi, cerosità lieve. Sezione longitudinale ampia ed ellittica larga. Polpa rosa-rossastra di media intensità. Pericarpo spesso. Semi mediamente numerosi, piuttosto grandi, di colore marrone-nerastro.

Bibliografia

  • G. Rossi, F. Perri, M. Fontana, M.V. Landoni, F. Ferrari, M. Scalora, A. Bertoncini, S. Lodetti, Atlante delle ortive locali dell’Emilia-Romagna, Università di Pavia, MASAF, Regione Emilia-Romagna – Univers Edizioni, Pavia, 2023
  • Rossi, Perri, Fontana, 2023