Fagiolina Metro di Fusignano

Ortiva · Emilia-Romagna

Fagiolo mangiatutto a baccello lunghissimo (Vigna unguiculata), coltivato a Fusignano (Ravenna).

La Fagiolina Metro di Fusignano (Vigna unguiculata (L.) Walp. subsp. unguiculata, Fabaceae, gruppo cultivar Sesquipedalis), nome coniato dagli autori, è coltivata a Fusignano, in provincia di Ravenna; è un fagiolo mangiatutto a portamento rampicante, noto anche come «fagiolo del metro» per la lunghezza notevole dei baccelli.

Storia

Nell’Archivio di Stato di Modena (foglio 719, relativo a Filippo Grilenzoni, del 1750) sono emersi riferimenti alla produzione, in un’azienda di San Pellegrino in Alpe, di due tipi di «Fagiolina» («Bianca» e «Turca bianca»), a testimonianza della presenza storica del genere in Emilia-Romagna. La specie Vigna unguiculata fu domesticata circa 4.000-5.000 anni fa in Africa occidentale ed era in passato diffusa in Emilia-Romagna come nel resto d’Italia; anche Filippo Re (1811) ne cita la coltivazione.

Nel secondo dopoguerra alcune varietà erano indicate come «fagioli pseudo-dolichi» (Enciclopedia Agraria Italiana, vol. IV, 1960): il fagiolo asparagiaio, molto diffuso presso le grandi città (seme giallo rigato di rosso-pallido o rosso-violaceo, baccelli lunghi circa 40 cm) e il fagiolo dall’unghia, diffuso nelle zone calde del Mezzogiorno (seme bianco crema rugosetto), allora considerate specie botaniche distinte e oggi riconosciute come un’unica specie.

Ad oggi la Fagiolina Metro di Fusignano è coltivata solo a Fusignano dalla famiglia di Enza Bragonzoni in Minguzzi (morta nel 2022) almeno dagli anni Sessanta del Novecento, e da Monica Contoli.

Morfologia

Fagiolo mangiatutto a portamento rampicante, gruppo cultivar Sesquipedalis («di un piede e mezzo»); legumi molto lunghi (oltre 30 cm) e carnosi, consumati immaturi come i fagioli mangiatutto. Fiori in gruppi di due, con corolla grande, violetto chiaro. Baccelli verde chiaro. Semi da reniformi a ellittici, di colore nero, con ilo generalmente bianco e piccolo ma evidente per contrasto.

Note e curiosità

Esistono ancora in Italia varietà tradizionali di fagiolina, come la ‘Stringa di Lucca’ (Toscana, di recente recupero). In Lombardia sono state acquisite e descritte accessioni affini, tra cui una a semi rosso mattone a Castel Goffredo (Mantova) (Rossi et al., 2023).

Bibliografia

  • G. Rossi, F. Perri, M. Fontana, M.V. Landoni, F. Ferrari, M. Scalora, A. Bertoncini, S. Lodetti, Atlante delle ortive locali dell’Emilia-Romagna, Università di Pavia, MASAF, Regione Emilia-Romagna – Univers Edizioni, Pavia, 2023
  • F. Re, L’ortolano dirozzato, presso Giovanni Silvestri, Milano, 1811
  • Enciclopedia Agraria Italiana, vol. IV, Ramo editoriale degli agricoltori, 1960
  • G. Rossi, F. Guzzon, M. Canella, E.R. Tazzari, P. Cauzzi, S. Bodino, N.M. Ardenghi, Le varietà agronomiche lombarde tradizionali a rischio di estinzione di erosione genetica. Ortive e cerealicole, Pavia University Press – Regione Lombardia, 2019
  • Rossi, Perri, Fontana, 2023