Varietà e cultivar locali di legumi coltivate storicamente in Emilia-Romagna, documentate nelle fonti.
I legumi nel Medioevo
Prima dei fagioli americani (dopo il 1492), «legume» significava fave, ceci, lenti, lupini, cicerchie, piselli e veccia. Il bolognese Pietro de’ Crescenzi (Libro III, 1304) li descrive per tipi — la fava «grossa o minuta, bianca o negra» — e ne dà l’uso in cucina: le fave si correggono «con la senapa» e «con l’aceto, sale, pepe e origano». Il «fagiuolo» di de’ Crescenzi è del Vecchio Mondo, non il Phaseolus americano.
Pietro de’ Crescenzi, Trattato dell’agricoltura (libro III), c. 1304 — ed. Cosimo Giunti, 1605.
- Arachide Tripolina di Mezzogoro ⬢ [cece americano; dial. bagigi] (Rossi, Perri, Fontana, 2023)
- Fagiolina Metro di Fusignano ⬢ [fagiolino del metro, serpente, asparago] (Rossi, Perri, Fontana, 2023)
- Fagiolo Aquila di Pennabilli ⬢ (Rossi, Perri, Fontana, 2023)
- Fagiolo Caffelatte romagnolo ⬢ [fagiolo della zvanéna; dial. fasulën] (Rossi, Perri, Fontana, 2023)
- Fagiolo dall’occhio di Fusignano ⬢ (Rossi, Perri, Fontana, 2023)
- Fagiolo Due facce dell’Appennino emiliano ⬢ [fagiolo della Madonna, fagiolo della madonnina] (Rossi, Perri, Fontana, 2023)
- Fagiolo Verdino dell’Emilia-Romagna ⬢ [pinolino; Verde di Brisighella, Dell'occhio di Pian Baruzzoli, Del burro, Biscottino] (Rossi, Perri, Fontana, 2023)
Legenda — ⬢ scheda con contenuto proprio (descrizione pomologica o ricerca storica); senza segno = voce censita, ancora da svolgere · tra [quadre] i sinonimi storici · tra (tonde) le fonti
