Cedro di Diamante

Frutto · Calabria

Citrus medica coltivato a Diamante (Cosenza); prima attestazione nell’XI secolo, sviluppo industriale tra le due guerre (400 ha, 85.000 q/anno).

Il Cedro di Diamante (Citrus medica) è coltivato lungo la fascia costiera tirrenica calabrese presso Diamante, in provincia di Cosenza, ed è tra le colture agrumarie più antiche e meglio documentate della regione.

Un’origine legata alla presenza ebraica

La diffusione del cedro in Calabria è stata collegata dalla storiografia (Schipa, 1890; Ferorelli, 1915) alla migrazione di comunità ebraiche nell’Italia meridionale a partire dal 70 d.C.; si tratta però di un’ipotesi, non di un dato certo. La prima testimonianza documentata della coltivazione del cedro in Calabria è il commento alla Bibbia di Rashi (Rabbi Shlomò Yitzhaqi, 1040-1105), che ne attesta la presenza tra XI e XII secolo.

Lo sviluppo tra le due guerre

Tra le due guerre mondiali la cedricoltura calabrese raggiunse un’estensione di circa 400 ettari, con una produzione media di 85.000 quintali l’anno, di cui oltre il 50% esportato negli Stati Uniti e nell’Europa centro-settentrionale (Perrone, 2011).

La cultivar “Liscio di Diamante”

La forma oggi più diffusa, nota come “Liscio di Diamante”, è considerata dalla tradizione la più vicina al cedro descritto nei testi rabbinici, anche se questa continuità resta una corrispondenza proposta e non una filiazione filologicamente dimostrata.

  • C. Fideghelli (a cura di), Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I, CREA-MiPAAF, 2016, pp. 349-350, 354