Arancia Bionda del Gargano
Frutto · Puglia
Citrus aurantium var. garganicum (Tenore, 1846), arancia dolce del Gargano oggi IGP; base varietale da cui derivano selezioni come la Duretta.
L’Arancia Bionda del Gargano (Citrus aurantium var. garganicum, secondo la classificazione di Michele Tenore, 1845-46) è la popolazione varietale di arancio dolce storicamente coltivata nel territorio dei comuni di Vico del Gargano, Rodi Garganico e Ischitella. Dal 2007 è riconosciuta come Indicazione Geografica Protetta.
Origine e diffusione storica
La coltivazione di agrumi dolci sul promontorio del Gargano è attestata da fonti letterarie fin dal Cinquecento: nel 1523 il geografo Leandro Alberti, nella sua Storia d’Italia, descrive a Rodi Garganico «saporosi frutti» d’arancio, e nel 1544 Mattioli conferma che l’arancio dolce era ormai pianta nota e coltivata in Italia. Nel 1845-46 il botanico Michele Tenore, primo direttore dell’Orto Botanico di Napoli, istituisce per la popolazione garganica il rango varietale Citrus aurantium var. garganicum, includendola nella collezione borbonica. Alla fine dell’Ottocento lo studioso locale Giuseppe Del Viscio (Vico del Gargano, † 1919), autore nel 1900 dell’opera Coltivazione, malattie e commercio degli agrumi, censisce fra le arance dolci garganiche i tipi «selvaggia», «a pera», «sanguigna», «squacciata» e «scorciuta»; già nel 1811 la Statistica del Reame di Napoli valutava in 100.000 ducati, pari a circa 30.000 quintali, il valore della produzione agrumaria garganica.
Caratteri e riconoscimento
Popolazione eterogenea di forme (sferoidale, depressa, ovale), con produzione tipicamente «a grappolo». Analisi nutrizionali comparative segnalano nella Bionda del Gargano valori di fruttosio, acido ascorbico, beta-carotene, potassio, ferro e fosforo superiori alla media varietale. La coltivazione, concentrata nei terreni rosso-calcarei di Ischitella e Vico del Gargano, è oggi riconosciuta come Indicazione Geografica Protetta «Arancia bionda del Gargano».
Fonte: N. Biscotti, Storie di agrumi e paesaggi (Gargano); G. Del Viscio, Coltivazione, malattie e commercio degli agrumi, 1900.

