Cavolfiore Giallo dei Ronchi di Brescia
Ortiva · Lombardia
Cavolfiore a infiorescenza gialla, tradizionalmente coltivato sui terrazzamenti (i Ronchi) a est di Brescia, oggi quasi scomparso per l'urbanizzazione.
Il Cavolfiore Giallo dei Ronchi di Brescia (Brassica oleracea L., Brassicaceae) prende nome dai terrazzamenti domestici posti sulle alture a est di Brescia, i Ronchi, dolci pendii ricavati da aree disboscate, noti già dal Cinquecento per la loro vocazione agricola.
Storia
La varietà è ancora oggi diffusamente coltivata, spesso a partire da seme selezionato dalle singole famiglie di agricoltori e tramandato di padre in figlio; alcuni giovani agricoltori ne continuano la coltivazione. L’area storica dei Ronchi è oggi in gran parte perduta a causa dell’urbanizzazione.
La coltivazione prosegue anche a Puegnago del Garda, nel BioAgriturismo Orti del Lago del sig. Gheorghe Urda, e in località Machetto a Desenzano del Garda, nell’azienda agricola del sig. Fiorenzo Bonatti.
Tradizioni
Il cavolfiore si presta a essere consumato sia crudo sia cotto. Anche le foglie, dal sapore molto dolce, sono un buon ingrediente per piatti a base di verdure o erbe selvatiche.
Morfologia
Pianta di altezza medio-bassa, con foglie verde-giallastre non lobate, lunghe circa 30 cm e larghe 10-15 cm. La testa ha diametro di circa 10 cm, da tondeggiante a ellittica, di colore giallo, con protuberanze medio-grosse, parzialmente coperta dalle foglie interne. L’epidermide del fusto e dei rami varia dal bianco al viola.
Note e curiosità
La semina in semenzaio avviene da metà maggio a metà giugno, con trapianto dopo circa 40 giorni. La raccolta avviene a dicembre, con sradicamento della pianta e cimatura della testa; alcune piante più vigorose sono lasciate in campo fino alla primavera successiva per la produzione di semente.
Bibliografia
- Regione Lombardia, Atlante delle varietà ortive tradizionali della Lombardia, a cura di G. Rossi, F. Ferrari, M. Scalora, B. Ghidotti, S. Lodetti (Università di Pavia, Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente), 2023, finanziato dal Ministero dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e foreste, Fondo per la biodiversità agricola e alimentare (L. 194/2015)
- Rossi, Ferrari, Ghidotti, 2023
