Giorgio Erioli
Emilia-Romagna: Bologna


L’azienda agricola Erioli nasce nel 1900 come fondo Malvezza di sopra. Nel 1933 il bisnonno dell’attuale titolare, Vincenzo Malaguti, acquistò la proprietà e la rinominò Podere San Giuseppe. La tenuta, già nel Seicento, apparteneva alla potente famiglia bolognese dei Malvezzi, seconda per importanza in città solo ai Bentivoglio, mentre in epoca ancora più antica era parte dei beni sotto la giurisdizione dell’Abbazia di Leno (documenti del 1192 d.C.), comprendendo anche l’oratorio di San Vincenzo.
La gestione passò di generazione in generazione, da Vincenzo a Gaetano, poi a Laura, fino ad arrivare all’attuale titolare, Giorgio Erioli. Oggi l’azienda è orientata alla produzione di vini pregiati da vitigni autoctoni, con metodologie naturali e artigianali: minimo uso di tecnologia, imbottigliamento manuale, lieviti indigeni e ridotto impiego di solfiti.
I vigneti si trovano sulla riva sinistra del torrente Samoggia, su terreni alluvionali ricchi di ciottoli, argille, sabbie e sali minerali, simili a quelli di aree vitivinicole celebri come Bordeaux, Napa Valley e la valle della Mosella. Questa composizione conferisce ai vini dell’azienda qualità e personalità uniche.
Tra le etichette principali spiccano:
Pignoletto D.O.C.G. “Badianum” (I.G.T. Emilia Grechetto Gentile)
I.G.T. Rosso dell’Emilia “Maiolus” da Negretto e Maiolo
I.G.T. Bianco dell’Emilia “Malvezza” da vitigno Alionza
Spumante Metodo Classico Brut “Salébra” (Alionza + antichi vitigni bianchi)
Spumante Metodo Classico Brut Rosé “Petronino” (Negretto + altre varietà autoctone)
I.G.T. Emilia Rosso “Mons Ruber” (Negretto, Lambrusco, Barbera, Morastello, Tosca e Albana nera)
I.G.T. Emilia Rosso “Samodia” (Cabernet Sauvignon, Merlot e Barbera)
Varietà custodite
L’azienda Giorgio Erioli è impegnata nel recupero e nella valorizzazione dei vitigni autoctoni emiliani, alcuni dei quali quasi scomparsi e documentati sin dal Medioevo.
Le varietà custodite comprendono: Negretto, Maiolo, Alionza, Albanone, Pellegrina, Ciocchella, Occhio di gatta, Forcella, cloni locali di Albana, Malvasia e Montuni.
Molti di questi vitigni presentano una straordinaria predisposizione alla spumantizzazione Metodo Classico, mentre altri offrono eccellenti risultati in vini fermi e in blend. La loro valorizzazione rappresenta un ponte tra l’antica tradizione vitivinicola bolognese-emiliana e le esigenze contemporanee del mercato, mantenendo vivo il legame con il territorio e la sua cucina.
In Cornucopia
La collaborazione di Giorgio Erioli con Cornucopia riguarda in particolare la riscoperta e la sperimentazione di antichi vitigni bolognesi. L’obiettivo è realizzare microvinificazioni che permettano di riportare alla luce non solo varietà dimenticate, ma anche tagli storici documentati negli archivi, legati alle bevute tradizionali delle osterie bolognesi.
Accanto ai progetti personali che Erioli porta avanti da anni – come i passiti e i tagli per spumanti – l’affiancamento con Cornucopia ha reso possibile lo sviluppo di nuove prove di vinificazione con vitigni rari recuperati, tra cui la Ciocchella, arricchendo così il patrimonio enologico locale di nuove prospettive.





