Cornucopia

Uva Ciocchella

https://youtu.be/86WF7hjaT_o

Descrizione Generale L’Uva Ciocchella è un vitigno storico coltivato principalmente nella regione di Modena, Reggio Emilia e Bologna. Questo vitigno è caratterizzato da grappoli voluminosi e acini di grandi dimensioni, spesso usato come uva da tavola e talvolta per la produzione di passiti. La maggior parte dei testi che ho consultato si riferiscono alla Ciocchella come ad un vitigno tipico della bassa pianura modenese (Carpi, Sorbara, San Prospero ecc.).

Caratteristiche Morfologiche

Utilizzo La Ciocchella è considerata eccellente come uva da tavola e da conserva, anche se meno pregiata per la vinificazione. Il vitigno è molto produttivo e matura verso la fine di settembre. Viene giudicata migliore per la produzione di vino rispetto ad altre varietà come la Gradesana.

Alla degustazione del vino sia in purezza (Claudio Plessi) che in uvaggio (sig. Bergamaschi), abbiamo rilevato forti note saline, che la renderebbero ottimale per la spumantizzazione.

Vedi articolo sul blog

Sinonimi probabili: Durella, Cuccolona, Ciocchella Grossa o Ciocchella Gentile (chissà quale delle due si è conservata fino ad oggi), Cioccherella.

Potrebbe essere correlata in qualche modo al Ciocchellone Nero, Besgana, Ciocca, Ciocchetta, Checca, Cioclare, Chiocca, Schiocca.

Altre note

Aggiunta 27-06-2024

Galleria fotografica

Ciocchella (bianca) è poco buona, ma nonperò così cattiva come la Gradesana. Anche questa lascia nello spiccarsi del grano quel filetto, come la Gradesana: ha grappolo grande, grana rotonde, grosse e sode: è più dolce della Gradesana, e più saporita: ed è uva parimenti più da serbarsi per mangiarla l’inverno, che da far vino. [nota di Mick: c’era infatti una ciocchella gentile maggiormente adatta alla vinificazione]1.

Trovammo pure danneggiati gravemente taluni vitigni americani come il Yorcks Madeira ed il Jacquez, ad onta che avessero uno sviluppo eccezionalmente vigoroso. Invece trovammo quasi interamente sfuggito all’azione del gelo un vitigno a frutto bianco denominato Ciocchella, il quale però qui non è molto estesamente coltivato2.

In queste due località potemmo faremolte interessanti osservazioni sopra unnumero assai rilevante di vitigni che visono coltivati. A Cortile3 trovammo fortemente danneggiati i vitigni Uva d’oro, Posticcia, Rossetta, Lambruschino o Lambrusco selvatico, Besgan, Occio di gatto, Covra: trovammo invece avere resistito le varietà Ciocchella, Lambrusco oliva e Lambrusco salamino. Si noti che la Ciocchella è uno dei vitigni più estesamente coltivati nel territorio Carpigiano4.

inalmente visitammo la vasta tenuta del cav. Giacomo Sacerdoti, situata presso Nonantola. Qui è dove riscontrammo i danni più gravi, sicchè si può dire che indistintamente tutte le viti sia all’albero che in vigna dovranno essere tagliate al piede, come in realtà si è già cominciato a fare. I vitigni coltivati nella tenuta sono piuttosto numerosi: vi osservammo coltivate in vigna le varietà Carmenet, Malbec, Jacquez, in filari, l’Uva d’oro, il Lambrusco salamino, il Lambrusco di Sorbara, la Covra, l’Amaraguscia, la Ciocchella, la Brugnola5.

  1. “L’indicatore Modenese” n. 10, Maini, Settembre 1851 ↩︎
  2. G. Cuboni, G. Cugini, Bollettino della Società generale dei viticoltori italiani, 1891 ↩︎
  3. Carpi ↩︎
  4. G. Cuboni, G. Cugini, Bollettino della Società generale dei viticoltori italiani, 1891 ↩︎
  5. G. Cuboni, G. Cugini, Bollettino della Società generale dei viticoltori italiani, 1891 ↩︎