
Uva Traminer (Gewürztraminer)
Vitigno · Trentino-Alto Adige
Bianco altoatesino, fondatore della stirpe con il Pinot; il suo nome viene da Termeno, ma la sua vera radice è il Savagnin del Giura.
Il Traminer è un vitigno bianco antichissimo, uno dei due «fondatori della stirpe» — insieme al Pinot — da cui discende buona parte della viticoltura europea. In Italia ha il suo regno nell’Alto Adige, e nella sua versione aromatica è universalmente noto come Gewürztraminer.1
Il nome di Termeno
La tradizione lega il nome al paese di Termeno (in tedesco Tramin), centro enologico della Bassa Atesina «a lungo considerato la patria del Traminer, vista l’assonanza dei nomi». Una testimonianza del 1242 registra il prezzo dei «vini de Traminer» commerciati sul mercato. Eppure — avvertono Scienza e Imazio — le ricerche storiche non hanno mai trovato «prove dell’esistenza di vitigni con il nome Traminer coltivati a Termeno e dintorni»: il nome non compare nei trattati di ampelografia italiana prima del XIX secolo.1
Savagnin: la vera radice
Il Traminer, in realtà, non è che l’altro nome del Savagnin, con cui è conosciuto nel Canton Giura francese. Determinante fu l’osservazione, a metà Ottocento, dell’ampelografo tedesco Bronner, che nell’area di Ketsch, sul Reno, trovò viti selvatiche molto simili al vitigno coltivato. La genetica ha confermato la sua vicinanza al Pinot, avvalorando l’ipotesi che il Traminer sia nato da un incrocio spontaneo del Pinot con una vite selvatica della Germania meridionale.1
Il profumo del Gewürztraminer
La celebre componente aromatica del Gewürztraminer (Gewürz = «speziato») non appartiene al Traminer originario: è il frutto di una mutazione genetica che ne ha reso aromatica la bacca, di colore rosato. È lo stesso meccanismo che, in altre varietà, distingue le versioni semplici da quelle profumate — una singola mutazione che cambia il destino commerciale di un vitigno.1
Padre di una dinastia
L’importanza del Traminer sta nella sua discendenza. Dal Traminer derivano, per incrocio, il Cabernet Sauvignon e il Merlot; e in Italia esso è progenitore di vitigni del Nord-Est come il Marzemino, il Lagrein e il Refosco. Insieme al Pinot appartiene a quel «primo ciclo d’incroci» medievale — favorito dal monachesimo benedettino — da cui nacquero «le piante più interessanti», poi reincrociate con vitigni locali per generare tutte le altre.1
- A. Scienza, S. Imazio, La stirpe del vino, Sperling & Kupfer, 2018. ↩︎

