Uva Teroldego

Vitigno · Trentino-Alto Adige

Il vitigno del Campo Rotaliano, «papà» del Lagrein e parente del Marzemino; il nome unisce l’oro (gold) e il Tirol.

Il Teroldego è il grande rosso del Campo Rotaliano, lo spazio agricolo di appena quattrocento ettari creato in Trentino dai sedimenti che il torrente Noce trascina verso l’Adige. È da sempre associato a quella terra.1

Poche righe, molta leggenda

«Del papà, il Teroldego, poco si sa». La prima attestazione è del 1383: «Due brente vin teroldego, fermentato e buono, da un podere recinto in località Marniga di Cognola». Altre tracce nei Libri di campagna dei conti Wolkenstein (1697-1779) e nelle cronache del Concilio di Trento, che descrivono i «Teroldeghi… di Metz Lombard, dove vengono di più potenti di quel che si potria credere».1

Un nome fra l’oro e il Tirolo

Teroldego, Tiroldegho, Tiraldega: il nome sembra contenere sia la radice germanica gold, «oro», sia il toponimo Tirol — il vino come simbolo identitario di una terra di confine. Un’altra ipotesi lo fa derivare dal Terodolì dei manoscritti veronesi, giunto in Trentino «insieme al gelso» con le popolazioni migranti dell’Adige; e c’è chi vi legge il prefisso indoeuropeo -ter, «catrame», perché invecchiando il Teroldego «assume toni catramosi di liquirizia». Geneticamente è genitore del Lagrein e parente del Marzemino.1

  1. A. Scienza, S. Imazio, La stirpe del vino, Sperling & Kupfer, 2018. ↩︎