
Pera Santa Margherita
Frutto · Emilia-Romagna
Pera poco apprezzata da mangiare, essiccata in schiàp e masticata dalle filatrici di lana per produrre saliva.
La Pera Santa Margherita — pér ’d Sänta Margaríta — è una pera che già anticamente non era molto apprezzata, poco gustosa da fresca e difficile da conservare. Oggi è pressoché dimenticata e quasi scomparsa. Il suo interesse è tutto in un impiego: la filatura della lana.
Il frutto
Frutto medio-grosso, di forma tozza e tondeggiante. Il peduncolo è breve e legnoso, dritto, inserito obliquamente. La buccia è giallo-verde, tendente al rosso dalla parte del sole, con rugginosità diffusa. La polpa è bianco-panna, a tessitura media, croccante e soda, dolce ma poco aromatica, con un sottofondo acidulo. Matura fra la seconda e la terza decade di agosto e si conserva pochissimo.
La pianta
Albero di vigoria non elevata, di scarsa produttività ma costante negli anni. La fioritura precoce, con fiori piccoli bianco-panna sfumati di rosa, la espone alle gelate primaverili tardive, che compromettono una resa già scarsa in condizioni normali.
Le schiàp delle filatrici
L’impiego principale era tagliarla a fette ed essiccarla. Le fette secche — le schiàp — venivano masticate a lungo dalle donne durante la lavorazione della lana: favorivano la produzione di saliva, necessaria a tenere umidi i polpastrelli nella filatura. È un caso raro di frutto conservato non per il cibo ma per un gesto di lavoro.
Testimonianza
Questa varietà di pera è molto rara da ritrovare: già in passato ce n’erano pochi di alberi, oggi quasi nessuno se la ricorda. Il consumo della pera Santa Margherita doveva essere immediato, perché come è particolarità di tutta la frutta estiva era soggetta a disfacimento interno: si diceva «che fa il magone». Mi ricordo che questa pera era molto sfruttata dalle donne impiegate nella tessitura della lana grezza: masticando fette di pera secca producevano più saliva, necessaria per tenere umidi i polpastrelli delle dita mentre filavano!
Testimonianza raccolta dalla ricerca CIPA nelle valli del Dolo, del Dragone e del Rossenna
CIPA — Centro di Istruzione Professionale Agricolo, ricerca sui frutti antichi della Comunità Montana Appennino Modena Ovest (valli del Dolo, del Dragone e del Rossenna); titolo e anno del catalogo da precisare. Vedi l’approfondimento Il giardino dei frutti antichi di Montefiorino.
- CIPA — ricerca sui frutti antichi dell’Appennino Modena Ovest

