Pomodoro Gigante di Bobbio

Ortiva · Emilia-Romagna

Pomodoro 'gigante' da insalata, coltivato negli orti domestici di Bobbio (Piacenza), diffuso per scambio anche in Oltrepò pavese.

Il Pomodoro Gigante di Bobbio (Solanum lycopersicum L., Solanaceae), del gruppo dei pomodori «giganti» o «grossi», è coltivato a Bobbio, in provincia di Piacenza, negli orti domestici di alcuni appassionati orticoltori.

Storia

Da alcuni anni si trovano accessioni derivate dal germoplasma originario di Bobbio anche in Oltrepò pavese, dove sono giunte tramite scambi di semente tra coltivatori a livello domestico. Numerose varietà di pomodori giganti erano vendute e distribuite da ditte sementiere e vivai in Europa, Italia inclusa, già a fine Ottocento e nella prima metà del Novecento, ma sono state progressivamente abbandonate perché poco adatte alla produzione di salse (troppa acqua) e di difficile stoccaggio e vendita come ortaggio fresco, per la sensibilità alle ammaccature.

I pomodori giganti hanno tuttavia suscitato l’interesse di appassionati e orticoltori locali, che non solo li hanno autoriprodotti ma ne hanno favorito lo sviluppo in linee locali, come il Gigante di Bobbio. Numerose linee familiari analoghe si trovano anche altrove in regione, ad esempio ad Alfero di Verghereto (Forlì-Cesena) presso Medardo Castronai, e soprattutto in provincia di Pavia, tra cui il ‘Tumatica giganta’ di Carbonara al Ticino e il ‘Tumatica gròsa’ di Remondò di Gambolò (Rossi et al., 2019).

Tradizioni

Utilizzato principalmente come pomodoro da tavola, consumato fresco in insalata. La bacca con le piogge tende a spaccarsi, carattere ritenuto negativo, tipico delle varietà molto vecchie di inizio Novecento.

Morfologia

Pianta vigorosa a crescita indeterminata. Bacche molto grandi, da lievemente a molto depresse ai poli, lievemente costolute, oltre i 2 kg di peso; le più grosse tendono a incurvarsi attorno al pedicello assumendo aspetto reniforme. Buccia sottile, rosa-rossastra con sfumature verdastre sparse anche a maturazione. Polpa poco compatta e succosa, con pochi semi.

Bibliografia

  • G. Rossi, F. Perri, M. Fontana, M.V. Landoni, F. Ferrari, M. Scalora, A. Bertoncini, S. Lodetti, Atlante delle ortive locali dell’Emilia-Romagna, Università di Pavia, MASAF, Regione Emilia-Romagna – Univers Edizioni, Pavia, 2023
  • G. Rossi, F. Guzzon, M. Canella, E.R. Tazzari, P. Cauzzi, S. Bodino, N.M. Ardenghi, Le varietà agronomiche lombarde tradizionali a rischio di estinzione di erosione genetica. Ortive e cerealicole, Pavia University Press – Regione Lombardia, 2019
  • Rossi, Perri, Fontana, 2023