Arancio Duretta del Gargano
Frutto · Puglia
Citrus sinensis, selezione clonale della Bionda del Gargano in tre morfotipi (squacciata, viso lungo, sanguigna); commercio internazionale da fine Ottocento.
L’Arancio Duretta del Gargano (Citrus sinensis), detto anche Arancia tosta o Arancia squacciata, è una selezione clonale dell’Arancia Bionda del Gargano, isolata nel primo decennio del Novecento; il nome fu proposto dal Prof. Spina nel suo Trattato di Agrumicoltura (1985) su segnalazione dello studioso locale Nello Biscotti. È coltivata nel tratto costiero e sub-costiero settentrionale del promontorio del Gargano, nei comuni di Vico del Gargano, Ischitella e Rodi Garganico. Se ne distinguono tre morfotipi: l’«arancia tosta squacciata», a buccia più spessa e la più diffusa; l’«arancia tosta a viso lungo»; e l’«arancia tosta sanguigna», a polpa pigmentata, rarissima e in via di definitiva scomparsa — un solo esemplare è stato censito nell’orto dell’ex Abbazia di Montenero.
Origine e diffusione storica
L’agrumicoltura del Gargano affonda le radici in un episodio che la tradizione locale data all’anno 1003: Melo, principe di Bari, per dimostrare ai Normanni la ricchezza produttiva delle terre garganiche, avrebbe spedito loro in Normandia i «pomi citrini» del Gargano, identificati con il melangolo, l’arancio amaro. Fra Sette e Ottocento la coltura conobbe una lunga sequenza di gelate distruttive (1755, 1783, 1799, 1829, 1835, 1839, 1845, 1850, 1854, 1890, 1906) che ne segnarono la storia agraria, mentre fra il 1870 e il 1890 la superficie coltivata si triplicò a spese di uliveti e vigneti secolari. La Duretta, selezionata dalla popolazione della Bionda del Gargano nei primi anni del Novecento, si affermò come una delle forme di maggior pregio proprio nel periodo di massima espansione commerciale della coltura, quando le case agrumarie di Rodi Garganico esportavano verso le fiere internazionali di Parigi, Londra e New York.
Caratteri del frutto e stato di conservazione
Frutto piccolo, di 50 mm di lunghezza e 45 mm di diametro, forma sferoidale simmetrica, buccia arancio scuro liscia, polpa arancio con 10-14 segmenti ad elevata consistenza; sapore dolce e aromatico. Maturazione tardiva, da aprile a giugno. Sono in corso iniziative di recupero della cultivar con piccoli impianti sperimentali.
Fonte: N. Biscotti, Storie di agrumi e paesaggi; R. Marrese, Coltivazione degli agrumi nel Gargano (tesi di laurea, Università di Bari, 1967); Regione Puglia, Registro regionale delle risorse genetiche autoctone.

