Uva Malvasia di Candia aromatica
Vitigno · Emilia-Romagna
La malvasia aromatica di Reggio, Parma e Piacenza: nipote del Moscato bianco, ma solo attraverso la Casalini. Senza ossidi di rosa.
La Malvasia di Candia aromatica è oggi la malvasia aromatica dell’Emilia occidentale: si coltiva nelle province di Reggio Emilia, Parma e Piacenza e, in Lombardia, nell’Oltrepò Pavese, ed è fra le varietà che caratterizzano l’areale — la DOC Colli Piacentini Malvasia è sua.1
Il suo nome viene da Candia, cioè Creta: l’isola che Venezia comprò per trecento libbre d’oro e trasformò per quattrocento anni in un unico grande vigneto. Ma il nome, come per tutte le malvasie, dice poco della pianta: vedi l’approfondimento in preparazione La Malvasia non è un vitigno.
Identità
- Sinonimo locale accertato: Bianca toscana, riconosciuto dall’analisi genetica del 2020.2
- Province: Reggio Emilia, Parma, Piacenza; in Lombardia l’Oltrepò Pavese.1
- Da non confondere con: la Malvasia Casalini (o Malvasia odorosissima, o Malvasia aromatica di Parma), che è varietà distinta — e con cui la confusione persiste «anche fra i vinificatori».3
La parentela
La ricerca genetica colloca questa varietà in una rete di rapporti precisa. Uno studio del 2016 stabilisce un rapporto di genitore-figlio fra la Candia aromatica e la Malvasia Casalini, e un secondo rapporto genitore-figlio fra la Casalini e il Moscato bianco. Fra la Candia aromatica e il Moscato bianco, invece, nessuna relazione genetica.4
La catena, cioè, è Moscato bianco → Malvasia Casalini → Malvasia di Candia aromatica: questa varietà è la nipote del Moscato, non la figlia, e a fare da ponte è la Casalini.4
Il profilo aromatico
La Candia aromatica è ben studiata. Una ricerca l’ha esaminata su sette accessioni del Reggiano — nelle aziende Cà de Noci, Bianchini e Bertacchini di Quattro Castella, Zanelli e De Pietri di Coviolo, Benevelli di Albinea, Agricola Reggiana di Borzano — mettendole a confronto secondo l’altitudine (pianura, collina e pedecolle, da 60 a 190 metri), insieme a un Moscato e a una Malvasia aromatica di Parma.1
Il confronto diretto del 2018 con la odorosissima segnala tre differenze. La Candia aromatica ha una quota maggiore di composti glicosilati, cioè tiene legata una parte del proprio potenziale aromatico invece di esprimerla nell’uva; i suoi terpenoidi liberi sono meno abbondanti; e risulta più sensibile alla variazione stagionale nella quantità di volatili espressi.3
C’è poi la firma che separa le due malvasie senza margini di dubbio: gli ossidi di rosa, presenti nella odorosissima, in questa varietà non compaiono. È la ragione per cui la odorosissima somiglia al Moscato bianco e la Candia aromatica no — ed è esattamente ciò che ci si aspetta, visto che del Moscato la prima è figlia e la seconda solo nipote.3
Storia
Landi, 1715: l’erede dei «Cretici»
La Malvasia è citata da Ubertino Landi nel ditirambo del 1715 (v. 154) fra i vitigni piacentini, erede dei celebri vini «Cretici» del commercio veneziano.5
Bramieri: due Malvagìe, e una che perde
A fine Settecento Bramieri distingueva due Malvagìe. Una era «a grappolo assai spargolo», poco fertile ma «saporita»; ed era, già allora, soppiantata dalla Malvasia di Candia aromatica a grappolo più grosso. Piante ascrivibili a quella spargola sono state di recente reperite a Basilicagoiano, nel Parmense.
Il punto va isolato. Basilicagoiano è il paese dove è stata reperita l’accessione della Malvasia Casalini; e «poco fertile ma saporita, soppiantata dalla Candia a grappolo più grosso» è, parola per parola, quello che la genetica e l’agronomia descrivono oggi. La sostituzione fotografata dai lavori del 2016 e del 2018 era dunque già in corso da due secoli, e Bramieri l’aveva vista accadere.
Pegolotti, 1811: la «Cretense Malvagia»
Nel Ditirambo di Alessandro Pegolotti (1811) è ricordata la «Cretense Malvagia» — la Malvasia di Creta, cioè di Candia, da cui discende il nome di questo gruppo di malvasie aromatiche.6
Citazioni
Cretense Malvagia.
A. Pegolotti, Ditirambo, 1811
[Una Malvagìa] a grappolo assai spargolo, poco fertile ma saporita.
Bramieri, fine XVIII secolo — sulla malvasia che la Candia aromatica stava sostituendo
- F. Masino, A. Antonelli, G. Vasile Simone, G. Montevecchi, E. Durán-Guerrero, C. García-Barroso, C. Bignami, Study of Aroma Profile in Malvasia di Candia Aromatica, poster, IVAS 2015 (In Vino Analytica Scientia); Università di Modena e Reggio Emilia, centro BIOGEST-SITEIA, e Università di Cádiz. ↩︎
- C. Pastore, M. Fontana, S. Raimondi, P. Ruffa, I. Filippetti, A. Schneider, Genetic Characterization of Grapevine Varieties from Emilia-Romagna (Northern Italy), in «American Journal of Enology and Viticulture», 2020 (doi: 10.5344/ajev.2020.19076). ↩︎
- G. Vasile Simone, G. Montevecchi, F. Masino, S.A. Imazio, C. Bignami, A. Antonelli, Aromatic Characterisation of Malvasia Odorosissima Grapevines and Comparison with Malvasia di Candia Aromatica, in «South African Journal of Enology and Viticulture», 39(1), 2018 (doi: 10.21548/39-1-2458). ↩︎
- P. Ruffa e altri, 2016, per i rapporti di parentela. Vedi anche S. Raimondi e altri, 2020; T. D’Onofrio e altri, 2021. ↩︎
- U. Landi, ditirambo, 1715, v. 154. Vedi il dossier La viticoltura piacentina di inizio Settecento. ↩︎
- A. Pegolotti, Ditirambo [in lode del vino], 1811 (fra gli Arcadi). ↩︎
Nota di lavorazione. Manca ancora la descrizione ampelografica della varietà (foglia, grappolo, acino, caratteri agronomici e fenologia), che la scheda della Malvasia Casalini ha invece completa. Da recuperare dal Repertorio regionale.
