Uva Grillo

Vitigno · Sicilia

Bacca bianca del Marsala, incrocio ottocentesco dell’ampelografo Antonio Mendola: Catarratto × Zibibbo.

Il Grillo è «uno straordinario vitigno a bacca bianca preziosissimo per l’enologia siciliana», fra i protagonisti del Marsala. Estremamente versatile, è adatto sia a vini di pronta beva sia a lunghi invecchiamenti.1

Un incrocio d’autore

Per gli studiosi è «un caso più unico che raro»: del Grillo si è ricostruito quasi per intero l’albero genealogico — fino ai quattro nonni — perché la sua origine è recente e documentata. È infatti il frutto di un incrocio compiuto alla fine del XIX secolo dall’ampelografo siciliano Antonio Mendola, fra il Catarratto — oggi la più coltivata fra le autoctone dell’isola — e lo Zibibbo (Moscato d’Alessandria), dal quale però il Grillo non ha ereditato l’aroma di moscato.1

Radici antichissime

La modernità dell’incrocio non toglie nulla alla profondità delle sue radici: il Catarratto discende da vitigni molto antichi, il Grecanico dorato (conosciuto nel Veneto come Garganega) e il Mantonico bianco, capostipite calabrese a rischio di estinzione. Il Grillo unisce così, in una sola bacca, l’ampelografia ottocentesca e la preistoria viticola del Mediterraneo.1

  1. A. Scienza, S. Imazio, La stirpe del vino, Sperling & Kupfer, 2018. ↩︎