
Maiale Nostrale Modenese
Razza animale · Emilia-Romagna
Varietà suina locale del Modenese, oggi scomparsa; nessuna trattazione monografica reperita, scheda provvisoria.

Il Maiale Nostrale Modenese, detto anche «varietà nera» nelle fonti zootecniche ottocentesche, era la razza suina comune del territorio modenese, alla base della locale industria salumiera, oggi scomparsa in quanto tale e in parte confluita nelle ricostruzioni moderne della Nera Emiliana.
Storia
Una relazione su un’esposizione agraria, pubblicata su Il Zootecnico nel 1882, classifica i suini allora esaminati in tre gruppi di origine: la «varietà comune nera o napolitana» (Sus ibericus), la «varietà comune rigata» (meticci celtico-napoletani, si veda la scheda del Maiale Rigato Modenese) e i soggetti di razza Yorkshire (meticci asiatico-iberico-celtici). Della varietà nera la relazione annota: «La varietà comune nera è forse la più pregiata nel commercio e nella industria modenese. Gli animali che la costituiscono sono rustici, robusti, agili, buoni mangiatori e dotati di una certa precocità. Hanno maggior attitudine a produrre carne che grasso, pure i loro lardi si distinguono per bianchezza, per consistenza, per durabilità e sono preferiti nell’uso domestico a quelli provenienti dalla varietà rigata».
Alla stessa esposizione, tra i capi di varietà nera premiati con medaglia d’argento figurano un verro della ditta Bellentani e una scrofa dei fratelli Baccarani; menzione onorevole fu assegnata a una scrofa nera dell’avv. Pietro Magiera e a un’altra scrofa nera della ditta Bellentani.
Un secondo documento, pubblicato su La Pastorizia del Veneto nell’agosto 1886, riporta un esperimento condotto dal prof. Tampellini di Modena per confrontare il «potere di assimilazione» dei suini locali non perfezionati (detti «nostrali», di varietà meticci celtico-iberici) rispetto ai suini Yorkshire perfezionati. Il 13 ottobre 1885 giunsero allo scopo, dallo stabilimento zootecnico di Reggio Emilia, due esemplari Yorkshire; il 16 novembre successivo furono acquistati due suini nostrali per il confronto. Secondo la relazione dell’assistente Ciccarelli, il potere di assimilazione oscillò dal 202% del peso iniziale nei nostrali al 302% negli Yorkshire, ma l’articolo ne trae una conclusione economica meno favorevole alle razze perfezionate: «se il suino nostrale, più scarso trasformatore di alimenti e meno precoce, […] è inferiore al perfezionato, è superiore però di gran lunga relativamente per la qualità dei suoi prodotti, che soli si prestano ad alimentare la industria salumiera dei nostri paesi ed in ispecie della provincia Modenese».
Morfologia
Suino rustico, robusto, agile, buon mangiatore e dotato di una certa precocità, con maggiore attitudine a produrre carne che grasso; lardo bianco, consistente e di lunga durata, tradizionalmente preferito nell’uso domestico a quello della varietà rigata.
Bibliografia
- D. Bigi, F. Perri, A. Zanon, Le razze locali dell’Emilia-Romagna, Edizioni Bertani & C., 2024
- Il Zootecnico, Torino, a. VIII, n. 29-30, 20-27 luglio 1882 (relazione su un’esposizione agraria con giudizio dei suini, verosimilmente modenese)
- La Pastorizia del Veneto. Zootecnia, Agricoltura, Veterinaria, Udine, a. IV, n. 15, 10 agosto 1886, articolo «Allevamento suini»
- Bigi, Perri, Zanon, 2024

