Arachide Tripolina di Mezzogoro
Ortiva · Emilia-Romagna
Arachide di piccola pezzatura coltivata a Mezzogoro di Codigoro (Ferrara), forse di origine coloniale libica.
L’Arachide Tripolina di Mezzogoro (Arachis hypogaea L., Fabaceae), detta bagigi a Ferrara, è coltivata a Mezzogoro, frazione di Codigoro, in provincia di Ferrara.
Storia
In provincia di Ferrara la coltivazione dell’arachide ebbe una discreta espansione a partire dal 1930, per l’interesse legato alla produzione di olio e soprattutto di panelli a uso zootecnico (Ruffaldi, 1951); la coltura era presente in Emilia-Romagna, come in Toscana e Lombardia, presumibilmente già dai primi decenni dell’Ottocento.
Il mantenimento in purezza è oggi sostenuto dalla Società Italiana Sementi (Bologna), in particolare da Mauro Tonello, che ricorda: «l’arachide c’era 60-70 anni fa in questo territorio, poi è scomparsa perché non più redditizia»; Tonello ha acquisito i semi da Natalino Garbellini, che per 50 anni ne aveva custodito la semente.
L’origine della «Tripolina» non è del tutto chiara. Una prima ipotesi la fa derivare da un’arachide coltivata nelle aree coloniali italiane dell’Africa settentrionale durante il periodo autarchico fascista, importata da coloni provenienti dai dintorni di Tripoli (da cui il soprannome). Una seconda ipotesi la ricollega a coltivazioni diffuse fino agli anni Cinquanta: lo studioso B. Pasini, in La coltivazione dell’arachide nel Basso Ferrarese (1949), cita tra le varietà di confronto la cultivar statunitense ‘Tennessee’, anch’essa a legumi di piccola taglia. Al momento l’origine «africana» resta la più accreditata.
Tradizioni
Nel giugno 2022 l’arachide Tripolina di Mezzogoro è stata valorizzata nell’ambito della Sagra dell’Arachide e del Pop Corn, promossa dalla Pro Loco di Mezzogoro con la collaborazione di Coldiretti.
Morfologia
Pianta annuale, fusti a portamento perlopiù eretto. Fiori a corolla gialla, portati su peduncoli posti principalmente all’ascella delle foglie più basse; dopo l’allegagione i peduncoli si allungano e interrano l’ovario ad almeno 5 cm di profondità (geocarpia). Legume indeiscente, contenente generalmente 2-3 semi, con superficie reticolata e forma oblunga con strozzature più o meno accentuate. Secondo i coltivatori attuali, questa varietà risulta più piccola e più saporita rispetto alle varietà commerciali diffuse.
Bibliografia
- G. Rossi, F. Perri, M. Fontana, M.V. Landoni, F. Ferrari, M. Scalora, A. Bertoncini, S. Lodetti, Atlante delle ortive locali dell’Emilia-Romagna, Università di Pavia, MASAF, Regione Emilia-Romagna – Univers Edizioni, Pavia, 2023
- G.B. Ruffaldi, Trattato di agricoltura. Coltivazioni erbacee, Angelo Signorelli Editore, Roma, 1951
- B. Pasini, La coltivazione dell’arachide nel Basso Ferrarese, 1949
- Rossi, Perri, Fontana, 2023
