Zucca Verde di Bagnolo in Piano

Ortiva · Emilia-Romagna

Zucca dal seme caratteristico (Cucurbita pepo), coltivata a Bagnolo in Piano (Reggio Emilia) da una sola azienda familiare.

La Zucca Verde di Bagnolo in Piano (Cucurbita pepo L. subsp. pepo, Cucurbitaceae, gruppo cultivar Pumpkin) è diffusa in una piccola area di pianura della provincia di Reggio Emilia, tra Bagnolo in Piano e Fosdondo di Correggio; è iscritta al Repertorio volontario regionale delle risorse genetiche agrarie dell’Emilia-Romagna e all’Anagrafe nazionale della biodiversità.

Storia

Coltivata oggi solo nell’azienda di Loredana Maurilli, a Bagnolo in Piano, tramandata dalla suocera Luisa Rossi (classe 1933). La sig.ra Luisa ricorda che questa zucca fu donata al padre agricoltore quando lei era molto piccola, presumibilmente a fine anni Trenta o inizio anni Quaranta del Novecento; il donatore, l’agricoltore Apio Davoli (deceduto), la coltivava già da parecchi anni nella propria azienda, oggi non più esistente, facendo risalire la presenza della varietà almeno a inizio Novecento se non a fine Ottocento.

Presenta similitudini con altre varietà locali padane, la ‘Tonda padana’ (bassa padana tra Lombardia ed Emilia-Romagna) e la ‘Martlëta’ di Sale (Alessandria, Piemonte): i semi di queste ultime non presentano la caratteristica piega in rilievo tipica della Verde di Bagnolo, che se ne distingue anche per la buccia verde scuro a maturazione (contro la ‘Tonda padana’) e per la sagoma sferoidale (contro la ‘Martlëta’, dai frutti più ovoidali).

Tradizioni

La polpa, asciutta e di consistenza molto dura al taglio, garantisce grande serbevolezza; è ideale la cottura a vapore, non al forno. I frutti, anche se raccolti maturi, necessitano di almeno un paio di mesi di riposo post-raccolta per raggiungere il gusto ideale, definito «molto simile a quello della castagna».

Morfologia

Pericarpo verde scuro con puntinatura secondaria arancione che compare solo a maturazione; se esposti al sole diretto, i frutti con troppe aree arancioni tendono a essudare e marcire velocemente e vengono scartati. Il seme presenta una piega in rilievo nella parte piatta, su entrambe le facce: carattere distintivo rispetto alle varietà affini.

Note e curiosità

La varietà è stata registrata, per un errore, come appartenente prima a Cucurbita maxima nel Repertorio regionale, poi a un’altra specie nell’Anagrafe nazionale; in realtà appartiene a Cucurbita pepo L., gruppo cultivar Pumpkin.

Bibliografia

  • G. Rossi, F. Perri, M. Fontana, M.V. Landoni, F. Ferrari, M. Scalora, A. Bertoncini, S. Lodetti, Atlante delle ortive locali dell’Emilia-Romagna, Università di Pavia, MASAF, Regione Emilia-Romagna – Univers Edizioni, Pavia, 2023
  • Rossi, Perri, Fontana, 2023