Zucca Cappello da Prete a semi bianchi
Ortiva · Emilia-Romagna
Zucca a due falde (Cucurbita maxima) del reggiano, a semi piccoli e bianchi, protagonista del tortello di zucca.
La Zucca Cappello da Prete a semi bianchi (Cucurbita maxima Duchesne subsp. maxima, Cucurbitaceae) è diffusa in provincia di Reggio Emilia, dove è iscritta al Repertorio volontario regionale delle risorse genetiche agrarie dell’Emilia-Romagna.
Storia
Le accessioni sono state rintracciate nel tempo dall’Istituto Zanelli in diverse località della provincia di Reggio Emilia (Gattatico, Poviglio, Cadelbosco Sotto, Guastalla, fino all’Oltrepò mantovano). Il nome volgare «cappello da prete» o «berretta da prete» («berrettina»), diffuso a Reggio Emilia e in altre province dell’Emilia-Romagna e della Lombardia, deriva dalla forma del frutto, diviso in due falde (superiore più larga, inferiore più ristretta) che ricordava il copricapo del parroco, detto «berretta» fino agli anni Cinquanta.
Non si hanno notizie precise sull’origine storica: zucche costolute e verrucose compaiono già in dipinti tra Cinque e Seicento, ma senza la forma a turbante propria anche della ‘Marina di Chioggia’ (citata da Re, 1811). Il riferimento letterario più antico individuato è in Farneti (1892): «Zucca turbante – La forma […] la fa rassomigliare ad un turbante. La varietà grossa comune ha da 40 a 60 cm di diametro trasversale. La polpa è di un bel color giallo, fina, molto stimata».
L’Istituto Zanelli ha scelto, a scopo di conservazione, di distinguere questa varietà (semi piccoli e bianchi) dalla ‘Cappello da Prete a semi beige’ (semi grandi, beige), anch’essa iscritta al Repertorio regionale. Un recente studio genetico ha confrontato varie varietà «cappello da prete»: quella a semi bianchi risulta distinta sia da un’accessione di Vigarano Mainarda (Ferrara) sia da una del parmense, ed è ben distinguibile anche dalle varietà lombarde ‘Berrettina di Lungavilla’ e ‘Bertagnina di Dorno’ (Pavia); più difficile la distinzione dalla ‘Cappello da prete mantovana’, per la vicinanza geografica e i frequenti scambi commerciali storici.
Tradizioni
La zucca veniva conservata per mesi, fino alla primavera, ed era protagonista del tortello di zucca reggiano, per il quale possiede caratteristiche ideali: polpa soda e poco acquosa, dolcezza, aroma neutro.
Morfologia
Frutto diviso in due falde, una superiore (con inserzione del peduncolo) di dimensioni maggiori rispetto all’inferiore, generalmente a 4 lobi. Pianta rampicante a vegetazione vigorosa. Colore del frutto grigio chiaro, buccia tendenzialmente liscia con presenza di solchi. Polpa giallo-arancio, piuttosto soda. Semi piccoli e bianchi (carattere distintivo rispetto alla varietà a semi beige).
Bibliografia
- G. Rossi, F. Perri, M. Fontana, M.V. Landoni, F. Ferrari, M. Scalora, A. Bertoncini, S. Lodetti, Atlante delle ortive locali dell’Emilia-Romagna, Università di Pavia, MASAF, Regione Emilia-Romagna – Univers Edizioni, Pavia, 2023
- F. Re, L’ortolano dirozzato, presso Giovanni Silvestri, Milano, 1811
- R. Farneti, Frutti freschi e secchi, ortaggi, Fratelli Dumolard Editori, Milano, 1892
- Rossi, Perri, Fontana, 2023
