Pomodoro Corno del Tempesti

Ortiva · Lombardia

Pomodoro a bacca allungata, introdotto a Caravaggio dalla Francia dal sig. Luigi Legramandi, detto 'Tempesti'.

Il Pomodoro Corno del Tempesti (Solanum lycopersicum L., Solanaceae), del gruppo dei pomodori a bacca lunga, è coltivato nella zona di Caravaggio, in provincia di Bergamo.

Storia

L’introduzione in Lombardia si deve a Luigi Legramandi, detto «Tempesti», che lo acquisì nel Sud della Francia dove lavorava, coltivandolo poi nel proprio orto a Caravaggio per oltre trent’anni. La varietà deriverebbe dal corno «Des Andes», iscritto al Catalogo Ufficiale francese delle varietà coltivate, antica cultivar probabilmente di origine andina introdotta in Francia non più tardi degli anni Cinquanta. I semi furono infine donati dal Tempesti agli Orti Biodiversi Caravaggini, dove la varietà è tuttora conservata tramite coltivazione annuale.

Tradizioni

Alcune accessioni assimilabili, custodite alla Banca del Germoplasma Vegetale dell’Università di Pavia, sono utilizzate per la salsa di pomodoro, grazie al basso contenuto d’acqua del frutto. Può essere consumato anche crudo, in insalata, meglio se sbucciato per lo spessore della buccia.

Morfologia

Pianta vigorosa a crescita indeterminata. Le bacche, dalla caratteristica forma allungata a corno, hanno colore arancio-rossastro brillante e buccia spessa; la polpa è densa e succosa, con pochi semi. Sulla stessa pianta possono comparire anche bacche più tozze e larghe, prive del tipico apice acuto, localmente chiamate «Pevron».

Note e curiosità

Forme dimorfiche analoghe sono state osservate anche a Zavattarello e Albuzzano (Pavia) e fuori regione a Castiglione dei Pepoli (Bologna), di provenienza da Prato, tramite un ex dipendente della Cirio: un indizio di un’origine, non recente, di tipo commerciale. Secondo Sofia Zucca (Barona di Albuzzano), la forma allungata a corno è più adatta alla salsa, mentre la forma a pera o peperone è più carnosa e adatta all’insalata, come un «Cuore di bue».

Bibliografia

  • Regione Lombardia, Atlante delle varietà ortive tradizionali della Lombardia, a cura di G. Rossi, F. Ferrari, M. Scalora, B. Ghidotti, S. Lodetti (Università di Pavia, Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente), 2023, finanziato dal Ministero dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e foreste, Fondo per la biodiversità agricola e alimentare (L. 194/2015)
  • Rossi, Ferrari, Ghidotti, 2023