Patata di Schilpario
Ortiva · Lombardia
Patata medio-tardiva a pasta gialla, diffusa in Valle di Scalve dal 1816 per opera del dott. Giambattista Grassi.
La Patata di Schilpario (Solanum tuberosum L., Solanaceae), conosciuta localmente anche come patata «di Pradella», dalla frazione omonima di Schilpario, è coltivata in Valle di Scalve, in provincia di Bergamo.
Storia
L’inizio della coltivazione a Schilpario viene fatto risalire almeno al 1814; la diffusione in tutta la Valle di Scalve, fino a Clusone e Borno, dal 1816, è opera del dott. Giambattista Grassi, avo della dott.ssa Cristina Grassi, che ha recentemente contribuito a diffondere nuovamente la varietà a Schilpario e nelle frazioni limitrofe.
La patata è stata da sempre autoriprodotta dalla famiglia Grassi. In passato le cospicue produzioni ne consentivano la vendita, generalmente barattata con prodotti per gli animali allevati; da circa settant’anni è coltivata solo per uso domestico da alcuni abitanti del paese.
Tradizioni
La patata di Schilpario è ritenuta di qualità eccezionale e dai molteplici usi, in grado di conservarsi idonea al consumo fino all’estate successiva al raccolto. I tuberi si consumano bolliti, fritti e in purè, gnocchi, sformati, polpettoni e torte.
Morfologia
Patata medio-tardiva, con tuberi grandi, di forma sferico-ovoidale, con occhi chiari. La buccia varia dal giallo chiaro al marrone chiaro; la pasta è gialla. Fiori a corolla bianca.
Note e curiosità
Con il progetto «La Rava e la Fava» del PSR di Regione Lombardia (Misura 10), un team dell’Università Statale di Milano, Dipartimento di Bioscienze, ha realizzato uno screening genetico via sequenziamento del genoma (WGS) su questa e altre landrace di patate lombarde ancora autoctone, per identificarne origine e distanza genetica dalle cultivar attuali. La patata è oggi coltivata in collezione all’Orto Botanico comunale di Bergamo, nella «Valle della biodiversità».
Bibliografia
- Regione Lombardia, Atlante delle varietà ortive tradizionali della Lombardia, a cura di G. Rossi, F. Ferrari, M. Scalora, B. Ghidotti, S. Lodetti (Università di Pavia, Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente), 2023, finanziato dal Ministero dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e foreste, Fondo per la biodiversità agricola e alimentare (L. 194/2015)
- Rossi, Ferrari, Ghidotti, 2023
