Patata Bianca di Campodolcino

Ortiva · Lombardia

Patata a pasta gialla coltivata nell'alta Valchiavenna (Campodolcino, Starleggia, Fraciscio), nota dal Settecento.

La Patata Bianca di Campodolcino, o Tartifoi (Solanum tuberosum L., Solanaceae), è coltivata nel comune di Campodolcino, in particolare nella frazione di Starleggia, in provincia di Sondrio.

Storia

La coltivazione della patata a Campodolcino ha rappresentato per secoli un’importante fonte di sostentamento e se ne ha notizia almeno dal XVIII secolo, dopo l’apertura della strada del passo dello Spluga, avvenuta nel 1742. La zona divenne famosa tra i viaggiatori per le patate cotte alla brace, servite in un’osteria presso il santuario di Gallivaggio, in alta Valchiavenna.

Lo svizzero Karl Kasthofer, nel 1822, narrava della raccolta delle patate presso la località Isola (Madesimo). Nel 1834 il botanico Giuseppe Comolli, per le zone montuose della confinante provincia di Como, citava un «pomo da terra bianco» e uno «rosso», come avviene tuttora in alta Valchiavenna, a Starleggia e Fraciscio. Patate sono citate anche per la località Prestone (Campodolcino) nel 1937, nell’opera dei linguisti zurighesi Jaberg e Jud.

Negli anni 2019-2023 è stato attuato un progetto di risanamento dai virus tipici delle vecchie varietà di patate, grazie al CREA – Centro di Ricerca di Cerealicoltura e Colture Industriali di Bologna, che ha prodotto tuberi risanati poi trasferiti e riprodotti in tunnel appositi a Fraciscio, per consentire la ripresa della coltivazione anche a fini commerciali.

Tradizioni

La patata Bianca di Campodolcino è di ottima qualità e viene utilizzata per gnocchi e purè, ma anche, un tempo, inserita nella polenta o nel riso. Ogni anno è coltivata e mostrata al pubblico presso il MUVIS (Museo della Via Spluga e della Val San Giacomo) a Campodolcino e presso il Giardino Alpino di Valcava (Madesimo), a cura dell’arch. Antonio Scaramellini.

Morfologia

Patata tardiva, alta 80-82 cm, con fusti eretti e foglie poco addensate, verdi, opache. Tuberi sferoidali, medio-grandi, con occhi a profondità debole o media; la parte interna è di colore giallo scuro. I germogli sono grandi, cilindrici, con colorazione antociana porpora da debole a intermedia. Fiori bianchi, frutti pressoché sferici.

Note e curiosità

A Campodolcino, in particolare a Starleggia e Fraciscio, sono coltivate parallelamente le patate «bianche» (a pasta gialla) e quelle rosse esternamente, sempre a pasta giallo scura. Entrambe le varietà sono state inserite nella collezione permanente dell’Orto Botanico di Bergamo, nell’ambito del progetto del PSR di Regione Lombardia «La rava e la fava», che ne studia anche gli aspetti genetici (Università degli Studi di Milano).

Bibliografia

  • Regione Lombardia, Atlante delle varietà ortive tradizionali della Lombardia, a cura di G. Rossi, F. Ferrari, M. Scalora, B. Ghidotti, S. Lodetti (Università di Pavia, Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente), 2023, finanziato dal Ministero dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e foreste, Fondo per la biodiversità agricola e alimentare (L. 194/2015)
  • Rossi, Ferrari, Ghidotti, 2023