
Uva Nasco
Vitigno · Sardegna
Vitigno a bacca bianca sardo di epoca romana, il cui nome dal latino «muscus». Coltivato nell'entroterra cagliaritano. DOC Nasco di Cagliari. Vino dorato con moscato e mandorla amara.

Descrizione e riconoscimento
Presente in Sardegna da epoca remota, questo vitigno a bacca bianca deriva il suo nome dal latino «muscus» ovvero «muschio», per via del caratteristico aroma avvertibile specialmente nell’uva matura e nel vino invecchiato.1
Storia e diffusione
Ciò fa pensare che esso fosse già conosciuto in Sardegna in epoca romana, mentre la sua diffusione, limitata all’entroterra di Cagliari, avvalorerebbe l’ipotesi di una sua introduzione attraverso l’approdo di Karalis. Attualmente la sua coltivazione, ridotta a pochi ettari, è circoscritta alle aree viticole di alcuni Comuni in provincia di Cagliari, dove è alla base della DOC Nasco di Cagliari.
Caratteristiche
Mediamente vigoroso e produttivo, esprime le sue migliori caratteristiche su terreni piuttosto sciolti, in aree a clima caldo e asciutto, dove esprime una mediocre resistenza alle avversità climatiche ed ai principali patogeni.
Uso enologico
Il vino che se ne ricava è di colore giallo dorato, con delicati aromi di moscato e di mandorla amara, di media struttura, con fin di bocca piacevolmente amarognolo.
- A. Scienza, Dizionario dei vitigni antichi minori italiani, 2004, p. 82. ↩︎

