Uva Ruggine
Vitigno · Emilia-Romagna
Vitigno a bacca bianca modenese di Rubbiara di Nonantola. Grappolo spargolo, acini marroni a maturazione (fine Agosto). Vino paglierino ammandorlato e amarognolo.
Descrizione e riconoscimento
A Rubbiara di Nonantola, in provincia di Modena, si coltivano ancora alcuni rari esemplari di Ruggine, un’antica varietà a bacca bianca dal grappolo spargolo, così chiamata per il colore marrone che gli acini esposti al sole raggiungono nelle ultime fasi di maturazione, che avviene precocemente alla fine di Agosto.1
Uso enologico
Il vino che si ottiene dalla sua trasformazione è di colore giallo paglierino, con forte aroma ammandorlato, gusto sapido e fin di bocca nettamente amarognolo.
- A. Scienza, Dizionario dei vitigni antichi minori italiani, 2004, p. 91. ↩︎
Scheda ampelografica (repertorio RER)
Foglia. Medio-grande, cuneiforme, più spesso trilobata, ma talora anche pentalobata, con seni laterali pochissimo profondi o appena accennati. I seni laterali superiori sono aperti, generalmente a V, a volte anche ad U, talora con un dente. Il seno peziolare è a V, talora anche a graffa, poco aperto o chiuso. La pagina superiore è mediamente bollosa, con depressioni evidenti, e margine leggermente ripiegato verso il basso. La pagina inferiore è poco tomentosa: rari peli eretti sulle nervature e tra le nervature peli coricati con densità da media a bassa. Grappolo. Allungato, conico o cilindrico, da medio a spargolo, più spesso alato (da 1 a 4 ali), con acino rotondo, medio o medio-piccolo, con buccia mediamente pruinosa, di colore verde-giallo che quando esposta al sole assume una picchiettatura rugginosa.
Fenologia. Germoglia abbastanza precocemente (fine marzo-inizio aprile), fiorisce nella prima decade di giugno, invaia ad inizio agosto e matura tra metà e fine settembre. OSSERVAZIONI E RISCONTRI
Comportamento agronomico. Presenta fiori fisiologicamente femminili, da cui la frequente e spesso importante acinellatura dolce che caratterizza questo vitigno. OSSERVAZIONI E RISCONTRI SULLA TOLLERANZA/SENSIBILITÀ ALLE PRINCIPALI
Sensibilità alle patologie. Non presenta particolari suscettibilità o tolleranze nei confronti delle principali patologie della vite. OSSERVAZIONI E RISCONTRI SULL’
Utilizzo. Varietà ad uva da vino, molto utilizzata in passato per la produzione di aceto balsamico tradizionale. Si ottiene un vino dal colore giallo con riflessi verdognoli, che presenta un quadro olfattivo abbastanza complesso, costituito da note fiorali (in prevalenza fiori d’acacia), fruttate (pesca, mela e frutta esotica) e agrumate che si completano con una leggera nota di miele e di erbaceo fresco. Al gusto risulta da acido a piuttosto acido, di buona struttura e buona persistenza gusto olfattiva.
Fonte: Repertorio regionale delle risorse genetiche agrarie dell’Emilia-Romagna (L.R. 1/2008), scheda RER (Reg. naz. 431). Rischio di erosione: molto elevato.
Bibliografia
Fonti citate nella scheda del repertorio regionale RER:
- Baldini E. (1995) – Giorgio Gallesio. I giornali dei viaggi. Trascrizione, note e commento di Enrico Baldini. Firenze, Nuova stamperia Parenti. D’Onofrio C., Tumino G., Gardiman M., Crespan M., Bignami C., de Palma L., Barbagallo M.G., Muganu M., Morcia C., Novello V., Schneider A., Terzi V. (2021) – Parentage Atlas of Italian Grapevine Varieties as Inferred From SNP Genotyping. Front. Plant Sci. 11: 605934.
- Fontana M., Filippetti I., Pastore C., Vespignani G., Intrieri C. (2006) – Individuazione e caratterizzazione di alcuni vitigni minori dell’Emilia Romagna. Atti convegno nazionale “I vitigni autoctoni minori: aspetti tecnici, normativi e commerciali”. Torino 30 novembre-1 dicembre.
- Pastore C., Fontana M., Raimondi S., Ruffa P., Filippetti I., Schneider A. (2020) – Genetic characterization of grapevine varieties from Emilia-Romagna (Northern Italy) discloses unexplored genetic resources. American Journal of Enology and Viticulture, vol. 71 (4): pp. 334-343.
- Ramazzini E. (1887) – Uve principali della pianura modenese. Modena.
- Venturelli T. (1982) – I vitigni minori del Modenese. Tesi di laurea anno accademico 1981-’82. Università di Bologna, Facoltà di Agraria.
Vitigno della pianura fra Modena e Bologna, iscritto al Registro nel 2009 (circa 1,87 ettari nel 2021). Col nome di «Ruggine» è poco citato nelle ampelografie storiche.1
Analisi del mosto (E. Ramazzini, 1887)
Campioni raccolti a Saliceto Panaro, da viti maritate ad alberi; buccia giallo-dorato. In 100 parti di mosto: glucosio 18,2; acidità totale 0,76; bitartrato potassico 0,31; sostanze estrattive 20,30; ceneri 0,42. (Su 1000 g d’uva: 609 acini; peso acini 954,0 g, vinaccioli 34,6 g, bucce 105,3 g.)
E. Ramazzini, Uve principali della pianura modenese. Analisi, Modena, Tip. Moneti e Namias, 1887 (Quadro I).
- M. Fontana, C. Pastore, F. Perri, I. Filippetti, «Le vecchie varietà locali di vite. Itinerari della biodiversità agraria in Emilia-Romagna», Regione Emilia-Romagna – Università di Bologna, 2022 (dati RER). ↩︎
- E. Ramazzini – Uve principali della pianura modenese, 1887 ↩︎
- M. Fontana, C. Pastore, F. Perri, I. Filippetti – Le vecchie varietà locali di vite, 2022 ↩︎
- M. Fontana, C. Pastore, F. Perri, I. Filippetti – Le vecchie varietà locali di vite, 2022 ↩︎
- M. Fontana, C. Pastore, F. Perri, I. Filippetti – Le vecchie varietà locali di vite, 2022 ↩︎
