Vin Santo di Salò
Vino · Lombardia
Passito storico di Salò, sulla riviera bresciana del Garda, citato nel Ditirambo del Pegolotti (1811).
Il Vin Santo di Salò è il vino dolce da appassimento («vin santo») della zona di Salò, sulla riviera bresciana del lago di Garda. Non è una varietà di vite né una denominazione codificata: «vin santo» indica un tipo — il passito ottenuto da uve fatte appassire — diffuso in tutto il Nord Italia, qui declinato secondo la tradizione salodiana.
Attestazione nel Ditirambo del Pegolotti (1811)
Il Ditirambo di Alessandro Pegolotti (1811) lo nomina esplicitamente: «Quel fantastico Poeta COMINELLI / Si disseta / Col Vin santo di Salò». Secondo il modo proprio del ditirambo, che accoppia ogni poeta arcade al vino della sua terra, il riferimento è geografico: Cominelli è cognome gardesano-salodiano. La citazione attesta dunque la reputazione di un dolce di Salò nel primo Ottocento.
A. Pegolotti, Ditirambo [in lode del vino], 1811 (fra gli Arcadi).
Il territorio
La riviera fra Salò e Desenzano — la Valtenesi — era già a metà Ottocento fra le zone di «vini prelibati» della provincia di Brescia, e Salò una delle più produttive. Il vitigno-simbolo locale è il Groppello (bacca nera), coltivato da Desenzano a Salò; oggi l’area è compresa nelle denominazioni Riviera del Garda Classico e Garda DOC.
Stato
Non esiste oggi una denominazione «Vin Santo di Salò»: il nome sopravvive come testimonianza storica di un passito salodiano di pregio, non più prodotto sotto questa dicitura. I passiti gardesani restano però parte della tradizione locale.
Contesto territoriale: Enciclopedia Bresciana, voce «Vino» (C. Cocchetti, metà XIX sec.); disciplinari Riviera del Garda Classico / Garda DOC.
- A. Pegolotti, Ditirambo, 1811
