Vin Colato

Vitigno · Emilia-Romagna

Non un’uva ma un vino da convalescenti: filtrato più volte con panni di lino fino a togliergli lo spirito.

Il Vin Colato non è propriamente un vitigno, ma un vino, ed è per questo che compare in coda all’elenco delle uve di Pincetti e Caula: un vino da malati.

Le fonti

Così pure lo spossato, / dilicato / vin colato / si riserbi ad un malato.

L. Pincetti, Baccanale, vv. 463-4661

Sorta di vino debole, spossato, e delicato, cui è tolto tutto lo spirito nel feltrarlo più volte con pannilini. Suol usarsi nella convalescenza degl’infermi; ma oggimai egli è in disuso, e pochi ne sanno la maniera di farlo.

N. Caula2

È dunque un vino filtrato ripetutamente attraverso panni di lino fino a privarlo del grado alcolico: leggero, adatto ai convalescenti. Già a metà Settecento era una preparazione quasi perduta.

  1. L. Pincetti, Il Baccanale (poema didascalico sulle uve). Testo e confronto in Uve modenesi tra il XVIII e il XIX secolo, cap. 4. ↩︎
  2. N. Caula, annotazioni ampelografiche modenesi (XVIII sec.), riportate nelle fonti manoscritte. ↩︎