Uva Vernaccina

Vitigno · Emilia-Romagna

Si tratta di una varietà reperita nel Riminese e, secondo studi recenti (D’Onofrio et al., 2021), sarebbe un discendente di Visparola, un vitigno piuttosto antico che ha avuto un ruolo centrale nella genesi del germoplasma viticolo italiano: si è ipotizzato che Visparola sia migrato da sud a nord lungo la parte orientale della Penisola, contribuendo a dare origine a diversi vitigni tipici delle regioni adriatiche. Il suo proflo molecolare (tabella profli genetici) rivela una relazione stretta di parentela con la varietà locale Veruccese N. Sinonimi accertati: Vernaccina riminese Sinonimie errate: Denominazioni dialettali locali: Ribulina Rischio di erosione: molto elevato

Vecchia varietà reperita nel Riminese e iscritta al Registro Nazionale nel 2009, la Vernaccina ad oggi risulta coltivata soltanto su un ettaro circa di superfcie.
Forse potrebbe trattarsi di quella Vernaccia bianca che viene citata nel volume “Saggi ampelografci ed analitici intorno a otto vitigni romagnoli”, realizzato nel 1878 da Alessandro Pasqualini e Tito Pasqui: “Somiglia alla omonima di Pesaro: ha grappolo grosso con grappoli secondari ben distinti; grossi acini rotondi con brevissimi pedicelli, a sapore semplice; tralcio a brevi internodi. È di maturazione precoce; è molto attaccata dalla crittogama e di produzione saltuaria. Coltivasi specialmente nel Circondario di Rimini, s’incontra meno di frequente nel Circondario di Cesena; e in quello di Forlì è rarissima”. Nel dialetto riminese viene indicata anche come “Ribulina”, quindi si potrebbe pensare che sia la “Ribolla piccola” descritta dal De Bosis nel “Bullettino ampelografco” del 1879. Era considerata una varietà delicata, ma in realtà questa fama è immeritata, poiché è legata al fatto che è una varietà precoce e veniva raccolta insieme alle altre varietà più tardive presenti nei flari misti, da cui il suo stato deteriorato (Romani, 2002; Romani, 2006; Romani et al., 2008). Sulla base delle analisi isoenzimatiche su biotipi di Vernaccina riminese è stato possibile escludere eventuali sinonimie con le Vernacce bianche iscritte al Registro Nazionale (Vernaccia di Oristano e Vernaccia di S. Gimignano), e si sono individuati 18 vitigni coltivabili sul territorio italiano aventi lo stesso pattern isoenzimatico (GPI 1 PGM 4). I risultati delle analisi molecolari, confrontati con quelli presenti in bibliografa, hanno permesso di escludere l’identità con17 di queste 18 varietà iscritte; infatti per Malvasia bianca di Basilicata è difcile reperire materiale di sicura origine (Fontana et al., 2007).

Caratteristiche del vitigno
Foglia. Medio-grande, eptalobata, con seno peziolare aperto dalla base sagomata a V, spesso
delimitata da una nervatura su un lato. Seni laterali superiori mediamente profondi, più spesso
a parentesi graffa, talora anche ad U, chiusi o a lembi leggermente sovrapposti. Pagina inferiore
con rari peli coricati tra le nervature e peli eretti sulle nervature con densità bassa. Denti irregolari
con lati convessi.
Grappolo. Medio-piccolo, cilindrico, spesso alato, mediamente compatto o compatto. Acino
leggermente allungato, medio-piccolo, con buccia piuttosto pruinosa, di colore verde-giallo, e
polpa molle.
Caratteri agronomici ed enologici. Vernaccina si caratterizza per una vigoria medio-alta e livello produttivo buono. Le
principali fasi fenologiche si manifestano in epoca media, eccetto l’epoca di maturazione che è abbastanza precoce: tra
fine agosto e i primi di settembre. Vitigno rustico, con sensibilità alle principali crittogame nella media. Visivamente,
il vino si presenta di colore giallo paglierino di intensità non troppo elevata, con riflessi giallognoli. Il profilo olfattivo
è di buona intensità, con interessanti note fiorali (acacia, rosa e biancospino) e fruttate. Tra i sentori fruttati tendono a
prevalere quelli agrumati (limone in particolare), di frutta esotica e di moscato. Al gusto risulta equilibrato, di media
acidità, leggermente amarognolo, di buona struttura e buona persistenza gusto-olfattiva.

Scheda ampelografica (repertorio RER)

Foglia. Medio-grande, eptalobata, con seno peziolare aperto, con base sagomata a V, spesso delimitata da una nervatura su un lato. Seni laterali superiori mediamente profondi, più spesso a parentesi graffa, talora anche ad U, chiusi o a lembi leggermente sovrapposti. Pagina inferiore con rari peli coricati tra le nervature e peli eretti sulle nervature con densità bassa. Denti irregolari con lati convessi. Grappolo. Medio-piccolo, cilindrico, spesso alato, mediamente compatto o compatto. Acino leggermente allungato, medio-piccolo, con buccia piuttosto pruinosa, di colore verde-giallo, e polpa molle.

Fenologia. Le principali fasi fenologiche si manifestano in epoca media, eccetto l’epoca di maturazione che è abbastanza precoce: tra fine agosto e i primi di settembre (O). OSSERVAZIONI E RISCONTRI

Comportamento agronomico. Il vitigno Vernaccina è caratterizzato da vigoria medio-alta, fertilità media (circa 1 infiorescenza per germoglio) e il livello produttivo è buono. OSSERVAZIONI E RISCONTRI SULLA TOLLERANZA/SENSIBILITÀ ALLE PRINCIPALI

Sensibilità alle patologie. Vitigno rustico, con sensibilità alle principali crittogame nella media (A, L). OSSERVAZIONI E RISCONTRI SULL’

Utilizzo. Uva da vino. Visivamente, il vino si presenta di colore giallo paglierino di intensità non troppo elevata, con riflessi giallognoli. Il profilo olfattivo è di buona intensità, con interessanti note fiorali (acacia, rosa e biancospino) e fruttate. Tra i sentori fruttati tendono a prevalere quelli agrumati (limone in particolare), di frutta esotica e di moscato. Al gusto risulta equilibrato, di media acidità, leggermente amarognolo, di buona struttura e buona persistenza gusto-olfattiva.

Fonte: Repertorio regionale delle risorse genetiche agrarie dell’Emilia-Romagna (L.R. 1/2008), scheda RER (Reg. naz. 437). Rischio di erosione: molto elevato.

Bibliografia

Fonti citate nella scheda del repertorio regionale RER:

  • D’Onofrio C., Tumino G., Gardiman M., Crespan M., Bignami C., de Palma L., Barbagallo M.G., Muganu M., Morcia C., Novello V., Schneider A., Terzi V. (2021) – Parentage Atlas of Italian Grapevine Varieties as Inferred From SNP Genotyping. Front. Plant Sci. 11: 605934.
  • Fontana M., Filippetti I., Pastore C., Intrieri C. (2007) – Indagine ampelografica e molecolare su vitigni locali dell’Emilia-Romagna: primi risultati. Italus Hortus, 14 (3): 49-53.
  • Pasqualini A., Pasqui T. (1878) – Saggi ampelografici ed analitici intorno a otto vitigni romagnoli.
  • Romani S. (2002) – Antichi vitigni del Riminese. Lithos Arti Grafiche, Villa Verucchio.
  • Romani S. (2006) – La Denominazione di Origine Controllata “Colli di Rimini”. Aspetti storici, territorio, vitigni, vini. Lithos Arti Grafiche, Villa Verucchio.
  • Romani S., Intrieri C., Filippetti I., Nigro G., Vespignani G., Simoni M., Castellari L., Graziani N. (2008) – I vitigni autoctoni Verucchiese e Vernaccina riminese. Consiglio interprofessionale vini DOC Colli di Rimini.

Caratterizzazione ampelografica ed enologica (2010)

La Vernaccina — localmente Ribulina o Vernaccina, in contrapposizione alla Vernaccia dal grappolo più grande — è probabilmente la «Ribolla piccola» descritta da De Bosis (1879) per il territorio riminese, cui pare limitato il suo areale. Il progetto «Vitigni minori» ne ha studiato vecchi filari a Coriano e a Verucchio.

Grappolo piccolo, cilindrico, con caratteristica ala singola, mediamente compatto; acino medio-piccolo, sferico-ellittico, verde-giallo, a buccia di medio spessore. Germogliamento medio e maturazione precoce (fine agosto); vigoria medio-elevata, resistenza media alle principali crittogame. Le analisi a 12 loci microsatelliti ne hanno definito il profilo genetico proprio, distinguendola da Cococciola, Coda di Volpe, Garganega, Grecanico Dorato, Malvasia Bianca di Basilicata, Nuragus, Pignoletto, Prosecco Lungo e Zibibbo.

Se ne ottiene un bianco di pregio, di buona alcolicità (13-14,5% vol.) e acidità sostenuta (oltre 6 g/l) che lo rende fresco e serbevole; giallo paglierino con riflessi verdognoli, naso elegante ed etereo di acacia e tiglio, agrumi e frutta esotica, con note vegetali fresche; gusto equilibrato, sapido, di buona struttura, con possibilità di affinamento in legno. Candidato, come la Rebola e il Biancame, alla DOC Colli di Rimini.

Fonte: G. Nigro, I. Filippetti, M. Melotti, M. Simoni, G. Vespignani, «Vitigni autoctoni: Veruccese e Vernaccina Riminese», in I progressi nella qualità dell’uva e del vino in Emilia-Romagna, CRPV, settembre 2010 (progetto regionale «Vitigni minori», L.R. 28/98; CRPV Faenza, CRIVE Univ. di Bologna, Astra).