Uva Tokay d’Ungheria
Vitigno · Emilia-Romagna
Il Tokay d’Ungheria è un vitigno da vino di origine ungherese, documentato nel Piacentino nell’Ottocento.
Compare nel 1838 fra le viti più pregiate del vivaio Maserati di Piacenza; il Lunario dei vitigni della provincia parmense (1874) ne dà la descrizione come «Tocài».1
Descrizione (Francesco Aggazzotti, 1867)
Grappolo piccolo, lungo 11 cm col diametro di 6, quasi sempre cilindrico, terminante in emisfero; a grani compatti e serrati, ma non di uniforme grossezza. Peduncolo corto e sottile, ma abbastanza resistente pel suo ufficio; graspoletti non apparenti. Acini sferici, piccoli, traslucidi, tra i quali alcuni anche più piccoli che, giunti a maturazione, avvizziscono. Buccia roseo-sporco, come ruggine di piombo — colore che fa distinguere quest’uva facilmente ed a prima vista da ogni altra. Sugo non scarso, dolce-melato, grazioso, incoloro, inaromatico.
Uva prelibata tra quelle che producono il famoso vino omonimo ungherese; né fa cattiva prova anche qui da noi, anzi è eccellente come uva da sugo per vini aromatici, e da sola produce vino delicatissimo che, invecchiando, sempre migliora. Maritandola poi colla Budda possono ottenersi vini d’imitazione del vero sciampagne, e tanto più sapidi quanto sia maggiore la di lei proporzione. Ad ogni modo, o sola o commista, dà sempre ottimi risultati, col soprammercato di essere abbastanza buona produttrice; solamente teme, come la citata sua concittadina Budda, un lungo viaggio sull’olmo marito, preferendo l’umile sede della bassa vigna, purché in posizione ben soleggiata, di pronto scolo e dolce declive.
F. Aggazzotti, Catalogo descrittivo delle principali varietà di uve coltivate presso il cav. avv. Francesco Aggazzotti del Colombaro, Modena, Tip. Carlo Vincenzi, 1867, scheda 66.
- P. Maserati, Supplimento al catalogo dello Stabilimento orticolo, Piacenza, 1838. I vitigni della provincia parmense – Lunario per l’anno bisestile 1874. ↩︎
