Uva Sirica

Vitigno · Campania

Vitigno a bacca nera campano già citato da Plinio nel 75 a.C., forse da Siri (Eraclea). Reliquia: 4 individui di 250-280 anni a Taurasi (BN). Affine all'Aglianico. Vino rubino con frutta fresca e spezie.

Uva Sirica

Descrizione e riconoscimento

Già citato da Plinio nel 75 a.C., questo rarissimo vitigno a bacca nera deve probabilmente il suo nome a Siri, antica città dello Ionio vicina a Metaponto, rinominata Eraclea in seguito alla conquista romana successiva alla seconda guerra punica. Recenti studi molecolari ne hanno dimostrato una notevole affinità con l’Aglianico, di cui potrebbe rappresentare una sorta di «progenitore».1

Storia e diffusione

Considerabile una vera e propria reliquia, questa straordinaria varietà è attualmente presente in quattro individui superstiti di 250-280 anni situati a Taurasi, in provincia di Benevento, ed è al centro di un programma di recupero di grande importanza scientifica.

Uso enologico

Il vino che se ne ricava è rosso rubino, con sentori di frutta fresca e sapore morbido, speziato, di buona persistenza.

  1. A. Scienza, Dizionario dei vitigni antichi minori italiani, 2004, p. 93. ↩︎