Uva Mostarino
Vitigno · Emilia-Romagna
Vitigno a bacca nera del Bobbiese piacentino, un tempo usato per vino dolce filtrato in sacchi (metodo «olandese»). Ora a Coli, Cagnolo, Bobbio e Cortebrugnatella. Buona potenzialità enologica.
Descrizione e riconoscimento
Una volta molto diffusa nel Bobbiese, dove dava un vino dolce ottenuto attraverso la filtrazione del succo in sacchi, detta «olandese», ora questa cultivar a bacca nera, così chiamata per la buona resa del mosto in vino, è presente solo in pochi esemplari a Coli, Cagnolo, Bobbio e Cortebrugnatella, in provincia di Piacenza.1
Caratteristiche
La sua produttività contenuta e i parametri analitici dei mosti fanno supporre una buona potenzialità enologica, comunque ancora da valutare. Media è la sua resistenza alle crittogame principali.
- A. Scienza, Dizionario dei vitigni antichi minori italiani, 2004, pp. 81–82. ↩︎
Identità genetica (2020)
Nello studio genetico a marcatori SSR (Pastore e altri, 2020) questa varietà è risultata un genotipo unico non registrato, non corrispondente ad alcuna cultivar nota né descritto in letteratura: è tra le 42 varietà mai censite e verosimilmente autoctone dell’Emilia-Romagna, considerate a rischio di estinzione e da conservare.
Fonte: C. Pastore e altri, «Genetic Characterization of Grapevine Varieties from Emilia-Romagna», American Journal of Enology and Viticulture, 2020.
