Uva Lambrusco dal Peduncolo Rosso
Vitigno · Emilia-Romagna
Lambrusco reggiano a peduncolo rosso (Val d’Enza, Montecchio), iscritto come sinonimo del Terrano (2009); alta acidità, adatto ai frizzanti.
Descrizione
Foglia: di taglia media, pentagonale, intera; lembo verde scuro opaco nella pagina superiore e verde in quella inferiore, con pigmentazione antocianica delle nervature forte sopra e leggera sotto; bollosità media. Denti corti, regolari, poco pronunciati, a lati rettilinei. Seno peziolare aperto, a graffa rientrante, base a V; seni laterali superiori e inferiori assenti. Pagina inferiore lanuginosa; picciolo aracnoideo, corto, sottile, rosato o rosso.
Grappolo: di taglia media, corto, serrato, cilindrico, numero di acini medio; peduncolo corto, grosso, arrossato e lignificato. Acino piriforme, di lunghezza e grossezza media; epidermide rosso scuro-violetto uniforme, pruina media; buccia consistente, di medio spessore; polpa non colorata e poco succosa; vinaccioli presenti. Grappolo inserito dal terzo-quarto nodo (1-2 per tralcio).
Situazione: presenti pochi ettari nei comuni di Montecchio e S. Ilario, con ceppi sparsi in antichi vigneti collinari, soprattutto in Val d’Enza. Vitigno locale non a rischio di estinzione per la sua presenza, come sinonimo, anche in altre regioni. Iscritto al Registro nazionale come sinonimo del «Terrano» nel 2009 (GU n. 146 del 26-06-2009). Il termine dialettale «piccòl» può riferirsi sia al peduncolo del frutto sia al picciolo della foglia.
Notizie storiche: poche notizie certe fino alla seconda metà del Novecento, sebbene il Maini (1854) faccia riferimento a una varietà «Cagnone», di cui un tipo caratterizzato dal «picciuol rosso». La presenza storica è comprovata da ceppi centenari e dalle testimonianze dei viticoltori. Intorno al 1970 si costituì il gruppo «Gli amici del Lambrusco», per salvare il «Lambrósch dal piccòl ròss» e promuoverne il vino; il vitigno è stato poi recuperato e iscritto al Registro nazionale grazie al Consorzio di tutela dei vini DOC «Reggiano» e «Colli di Scandiano e di Canossa».
Attitudini: pur simile d’aspetto al Marzemino, è geneticamente più affine ai lambruschi, con cui condivide l’alta acidità che lo rende idoneo ai vini frizzanti più che ai fermi. Vigoroso, di produttività buona e costante; predilige suoli ben drenati e ricchi di scheletro della valle dell’Enza; uva abbastanza precoce (matura fra prima e seconda decade di settembre), mantiene buona acidità; rustico, soggetto a colatura e acinellatura. Enologia: vino rosso violetto molto intenso, quadro olfattivo complesso con note fiorali (tiglio), speziate (cioccolato, liquirizia) e fruttate prevalenti (more, ciliegia, frutta secca, confettura, prugna); in bocca acidità media, debolmente amaro, poco astringente, di buona struttura e media persistenza. Impiegato per vini frizzanti (oggi da due produttori reggiani).
Fonti: L. Maini (1854); Registro nazionale (GU 2009).
Identità genetica (2020)
L’analisi genetica (Pastore e altri, 2020; Meglioraldi e altri, 2013) ha confermato che il «Lambrusco picol ross» corrisponde al Terrano N., localmente detto Cagnina — coerente con i sinonimi tradizionali di questa varietà.
Fonte: C. Pastore, M. Fontana, S. Raimondi, P. Ruffa, I. Filippetti, A. Schneider, «Genetic Characterization of Grapevine Varieties from Emilia-Romagna (Northern Italy)», American Journal of Enology and Viticulture, 2020 (doi: 10.5344/ajev.2020.19076).
