Uva Lambrusco Marani
Vitigno · Emilia-Romagna
Varietà conservata nella collezione ampelografica dell’IIS «A. Zanelli» (Reggio Emilia). Scheda in preparazione.

Uva Lambrusco Marani è una varietà di vite a bacca nera della tradizione reggiana, conservata nella collezione ampelografica dell’IIS «A. Zanelli» di Reggio Emilia (Index Vitis, 2023). Il Lambrusco Marani è uno dei vitigni ammessi nella DOC Reggiano; di media vigoria, adatto alle colline argilloso-calcaree, dà un vino rosso rubino vivace, di norma vinificato in uvaggio con altri lambruschi.
Identità genetica (2020)
L’analisi genetica (Pastore e altri, 2020) ha identificato un’accessione raccolta come «Gialmona» in realtà come Lambrusco Marani: il nome Gialmona era probabilmente errato.
Fonte: C. Pastore, M. Fontana, S. Raimondi, P. Ruffa, I. Filippetti, A. Schneider, «Genetic Characterization of Grapevine Varieties from Emilia-Romagna (Northern Italy)», American Journal of Enology and Viticulture, 2020 (doi: 10.5344/ajev.2020.19076).
È un vitigno con elevata vigoria e produttività
medio-alta, con buona fertilità delle gemme
basali e perciò è idonea anche la potatura corta.
Si adatta bene in ambienti fertili con terreni
profondi e drenanti, con elevate sommatorie
termiche, perciò è particolarmente coltivato
nelle aree vitate a nord-est della provincia di
Reggio-Emilia e in minor misura in ambienti similari del modenese.
Il germogliamento è medio, mentre la maturazione è medio-tardiva
e avviene di norma verso fine settembre o i primi di ottobre (III-IV
epoca). Presenta normale resistenza alle principali avversità della vite,
ma in alcuni casi ha mostrato una buona resistenza alla botrite. Dati
questi presupposti si adatta maggiormente a forme di allevamento che
ne assecondino la naturale vigoria quali semi Bellussi, Sylvoz e GDC,
di cui sfrutta a pieno le potenzialità grazie anche al portamento eretto
della vegetazione.
Se ne ricava un vino di color rosso rubino vivo, ma non particolarmente
intenso, che lo rende idoneo anche alla vinificazione in bianco per
la produzione di lambrusco bianco o di basi spumante. L’acidità particolarmente
elevata, ne aumenta la brillantezza del colore e ne esalta la sapidità. La componente tannica è poco evoluta e questo contribuisce
alla produzione di vini poveri di corpo e a volte disarmonici, con un
evidente componente vegetale al gusto. Al naso si caratterizza per un
leggero profumo fruttato di marasca, ribes e floreale di viola.
Ad oggi sono stati certificati 2 cloni.
