Uva Invernenga
Vitigno · Lombardia
Vitigno a bacca bianca bresciano delle «topie» nobiliari, ora quasi scomparso. Vino paglierino carico, profumo fine e delicato, sapore pieno e ammandorlato. Longevo.
Descrizione e riconoscimento
Il nome di quest’uva a bacca bianca deriva dall’impiego che se ne faceva in passato, quando, grazie allo spessore delle sue bucce, si faceva appassire a lungo per poi consumarla a tavola in Inverno, dopo averla fatta rinvenire in acqua tiepida.1
Storia e diffusione
Da sempre coltivata nel Bresciano, dove era il vitigno delle «topie» e delle «broli» delle ville nobiliari, è ora presente in pochissimi luoghi nei dintorni di Brescia e, soprattutto, in un unico vigneto centenario situato ai piedi del Castello della città.
Caratteristiche e uso enologico
Di buona resistenza alle principali malattie crittogamiche, questa varietà è caratterizzata dalla personalità e longevità dei vini che se ne ricavano, così descrivibili: colore giallo paglierino carico, profumo fine e delicato, leggermente aromatico, sapore pieno, sapido, con finale leggermente ammandorlato.
- A. Scienza, Dizionario dei vitigni antichi minori italiani, 2004, pp. 75–76. ↩︎



