Uva Centesimino
Vitigno · Emilia-Romagna
Vitigno a bacca nera della zona di Oriolo (RA), geneticamente distinto dall'Alicante. Vino rubino con riflessi violacei, aroma floreale e speziato.
Descrizione e riconoscimento
Nella zona di Oriolo, in provincia di Ravenna, si coltiva da lungo tempo un vitigno a bacca nera chiamato Centesimino o Sauvignon rosso, da molti ritenuto un biotipo locale dell’Alicante, la varietà spagnola diffusa in Italia con il nome di Cannonau, Tocai rosso e Gamay perugino.1
Recenti studi hanno invece dimostrato che esso è un vitigno geneticamente distinto dagli altri, dal grappolo medio-piccolo e compatto, di notevole interesse enologico.
Uso enologico
Vinificato in purezza, genera infatti un vino dal colore rosso rubino con riflessi violacei, spiccato aroma floreale e speziato, struttura gustativa equilibrata ed alta persistenza.
- A. Scienza, Dizionario dei vitigni antichi minori italiani, 2004, p. 65. ↩︎
Scheda ampelografica (repertorio RER)
Foglia. Piuttosto grande, cuneiforme, pentalobata, con seno peziolare a V, a lobi più o meno sovrapposti e seni laterali superiori non molto profondi, con base ad U e lembi leggermente sovrapposti. La pagina superiore si presenta poco bollosa, mentre l’inferiore mostra scarsa tomentosità: rari o rarissimi peli dritti sulle nervature e peli coricati tra le nervature con densità medio-bassa o bassa. I denti sono tendenzialmente rettilinei, ma talora anche leggermente convessi. Le nervature non presentano pigmentazione antocianica. Grappolo. Medio-piccolo (250-350 g), conico, da mediamente compatto a compatto. Il peduncolo è visibile, corto, generalmente semilegnoso. Gli acini sono sferoidali, regolari, di media grossezza (peso medio circa 2 g). La buccia presenta pruina con densità da media a elevata e colore blu-nero. La polpa è tendenzialmente molle, non colorata e piuttosto fruttata.
Fenologia. Germoglia nella prima decade di Aprile (7-10 gg dopo Sangiovese), fiorisce nella prima decade di Giugno, l’invaiatura è precoce (fine Luglio) e matura nell’ultima decade di Settembre (L, O). OSSERVAZIONI E RISCONTRI
Comportamento agronomico. Presenta vigoria medio-elevata, produzione buona e costante, si adatta bene anche alla potatura corta (A, O). La vegetazione tende ad avere un portamento assurgente (O). OSSERVAZIONI E RISCONTRI SULLA TOLLERANZA/SENSIBILITÀ ALLE PRINCIPALI
Sensibilità alle patologie. Mostra una certa sensibilità nei confronti della peronospora, mentre per quanto riguarda le altre crittogame presenta un comportamento nella norma (A). OSSERVAZIONI E RISCONTRI SULL’
Utilizzo. Vitigno adatto per la produzione di vini rossi fermi, ma anche frizzanti (buona acidità), di buona struttura. Sopporta bene la sovra maturazione in campo, prestandosi quindi alla produzione di vini passiti. La bacca è quasi neutra, ma il vino presenta una aromaticità fine e intensa, con prevalenza di note floreali (in particolare rosa, ma anche viola e fiori d’arancio).
Fonte: Repertorio regionale delle risorse genetiche agrarie dell’Emilia-Romagna (L.R. 1/2008), scheda RER (Reg. naz. 378).
Bibliografia
Fonti citate nella scheda del repertorio regionale RER:
- Calò A., Scienza A., Costacurta A. (2006) – Vitigni d’Italia. Edagricole, Bologna.
- Fontana M. (2006) – Centesimino, nome curioso per l’uva di un grande vino. Agricoltura n. 3, 108-110.
- Fontana M. (2006) – Emilia Romagna viti-vinicola: oltre Trebbiano, Lambrusco e Sangiovese. OICCE Times. Rivista di enologia, tecnica, qualità, territorio, n. 29, anno VII, inverno 2006.
Negli anni Sessanta, nel Faentino, un vitigno detto «Sauvignôn rosso» aveva raggiunto una certa notorietà; non essendo iscritto al Registro, i produttori riuniti nell’Associazione per la Torre di Oriolo ne avviarono la caratterizzazione, che portò all’iscrizione col nome di Centesimino.1
Identità genetica (2020)
L’analisi genetica (Pastore e altri, 2020) ha identificato un’accessione ravennate raccolta come «Sauvignon rosso» con il Centesimino: è un sinonimo locale del vitigno.
Fonte: C. Pastore e altri, «Genetic Characterization of Grapevine Varieties from Emilia-Romagna», American Journal of Enology and Viticulture, 2020.
- M. Fontana, C. Pastore, F. Perri, I. Filippetti, «Le vecchie varietà locali di vite. Itinerari della biodiversità agraria in Emilia-Romagna», Regione Emilia-Romagna – Università di Bologna, 2022. ↩︎
