Uva Barbesino

Vitigno · Emilia-Romagna

Vitigno a bacca bianca piacentino, omologo al Grignolino piemontese, coltivato nella media Val Trebbia.

Descrizione e riconoscimento

Le prime notizie storiche di questo vitigno a bacca bianca, da non confondersi con l’omonima antica varietà oltrepadana omologa al Grignolino piemontese, lo segnalano coltivato nella media Val Trebbia, dove, in ambienti collinari con buona esposizione, dava in passato buoni risultati, fornendo vini apprezzati per la loro finezza ed il loro equilibrio.1

Caratteristiche

Sono in corso di valutazione le potenzialità enologiche di questa varietà vinificata in purezza. Mediocre è la sua tolleranza alle principali malattie.

  1. A. Scienza, Dizionario dei vitigni antichi minori italiani, 2004, p. 56. ↩︎

Nel 1788 il piacentino Giulio Bramieri descrisse il berbesino, uva «violacea» (detta nera in Lombardia, rossa in Toscana), d’acino tondetto e minuto e grappolo lungo e acuminato, dal vino eccellente «che starebbe a fronte del pignuolo».1

Identità genetica (2020)

L’analisi genetica (Pastore e altri, 2020) ha accertato che il Barbesino è un sinonimo storico della Spergola (già segnalato da Filippetti e altri, 2001), non una varietà a sé.

Fonte: C. Pastore, M. Fontana, S. Raimondi, P. Ruffa, I. Filippetti, A. Schneider, «Genetic Characterization of Grapevine Varieties from Emilia-Romagna (Northern Italy)», American Journal of Enology and Viticulture, 2020 (doi: 10.5344/ajev.2020.19076).

  1. G. Bramieri, risposta alla Società Patriotica di Milano, 1788. ↩︎