
Pecora Cornigliese
Razza animale · Emilia-Romagna
Pecora dell’Appennino parmense (Corniglio), nata a metà ’700 da incrocio con la Merinos spagnola; oggi circa 1.500 capi, rischio alto.
La Cornigliese, detta anche “razza Mucca” per la sua giogaia che ricorda quella bovina, prende nome dal paese di Corniglio, sull’alto Appennino parmense a circa 1200 metri. Fu ottenuta a metà Settecento dai Borboni di Parma incrociando la popolazione ovina locale con la razza spagnola Merinos, introdotta per migliorare la qualità della lana, all’epoca il prodotto più apprezzato.
Da triplice attitudine a “mucca dei poveri”
A inizio Novecento la mole fu ulteriormente accresciuta, per la produzione di carne, tramite arieti di razza Bergamasca. La razza sostituiva la vacca nelle zone più difficili dell’Appennino, sia per la buona attitudine lattifera sia per l’ampia giogaia alla gola — da cui il soprannome “Mucca di Corniglio”. Gli agnelli nascono spesso con una macchia scura sul garrese che scompare crescendo, quando la lana vira gradualmente al bianco crema.
Numeri attuali
Diffusa un tempo su tutto l’Appennino emiliano (circa 60.000 capi a inizio Novecento), oggi conta circa 1.500 capi al Libro Genealogico, concentrati soprattutto in provincia di Parma, con 14 allevamenti censiti a fine 2022 fra Parma, Reggio Emilia, Ferrara e Romagna.
Bibliografia
D. Bigi, F. Perri, A. Zanon, Le razze locali dell’Emilia-Romagna, Edizioni Bertani & C., 2024. Bibliografia citata nella scheda originale: Manetti C. (1924) Geografia zootecnica Italiana, Battiato Editore; Bigi D., Zanon A. (2020) Atlante delle razze autoctone, Edagricole.
- Bigi, Perri, Zanon, 2024
