Pecora Appenninica

Razza animale · Emilia-Romagna

Razza ovina appenninica costituita nel 1980 da popolazioni locali del crinale umbro-toscano-emiliano; oggi diffusa anche in Romagna, ~8.500 capi.

L’Appenninica è una razza ovina relativamente giovane, costituita ufficialmente nel 1980 con decreto del Ministero dell’Agricoltura e Foreste a partire da popolazioni eteromorfe della dorsale appenninica (fra cui la Perugina del Piano, la Vissana, la Casentinese, la Senese delle Crete, la Barisciana), tramite un lavoro di selezione avviato a metà degli anni Settanta con l’inserimento di arieti Bergamasca, Ile de France e Berichonne du Cher.

Una razza “polimeticcia” di larga diffusione

Pur derivando dalle popolazioni locali storiche, l’Appenninica se ne differenzia notevolmente per le modifiche genetiche intervenute, ed è oggi diffusa in Umbria, Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo e in Romagna (province di Forlì-Cesena, Rimini, Ravenna, Bologna). Da circa 160.000 capi censiti dal CNR nel 1983, la popolazione è scesa a circa 8.465 capi iscritti al Libro Genealogico, riflettendo il declino generale della pastorizia da carne appenninica.

Morfologia e produzioni

Pecora acorne, a profilo rettilineo o leggermente montonino, con mantello bianco e testa, collo, ventre e arti nudi. Oggi allevata prevalentemente per la produzione di carne, con una discreta produzione di latte (100-120 litri) destinata all’allattamento degli agnelli.

Bibliografia

D. Bigi, F. Perri, A. Zanon, Le razze locali dell’Emilia-Romagna, Edizioni Bertani & C., 2024. Bibliografia citata nella scheda originale: Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (2007) Elenco delle razze minacciate; Bigi D., Zanon A. (2020) Atlante delle razze autoctone, Edagricole.

  • Bigi, Perri, Zanon, 2024