Melone Moscatello

Ortiva · Lombardia

Melone della corte dei Gonzaga, forse ritratto dal Caravaggio, recuperato a Vicomoscano di Casalmaggiore (Cremona).

Il Melone Moscatello (Cucumis melo L. subsp. melo, Cucurbitaceae), del gruppo delle cultivar Cantalupensis, è coltivato nella zona di Mantova e Cremona, dove se ne hanno tracce fin dal Cinquecento.

Storia

Il melone veniva consumato alla corte dei Gonzaga, da cui la denominazione «melone dei Gonzaga»; appare in numerosi arazzi e verosimilmente nel dipinto Natura morta con frutta su lastra di pietra, attribuito al Caravaggio (1601-1605). Tracce storiche sono note anche nel Pavese, a San Martino Siccomario, per il XVI secolo (Erba e Visconti, 2015).

Il ritrovamento e il recupero della varietà si devono a Ettore Amadio, già docente dell’Istituto d’Istruzione Superiore Stanga di Cremona, che reperì i semi di Moscatello a Vicomoscano di Casalmaggiore (Cremona) presso Mauro Albertoni. Il melone Moscatello è iscritto al registro nazionale delle Varietà da conservazione, che ne consente il commercio del seme in piccole quantità.

Tradizioni

Il Moscatello si consuma fresco nel periodo estivo, da solo o nel classico abbinamento con i salumi.

Morfologia

Pianta vigorosa. Frutto tondo, a buccia liscia e schiacciato ai poli, lievemente solcato, di dimensioni grandi, fino a 3 kg di peso. La buccia è verde sfumata, lucida, gialla a maturazione; la polpa, di colore variabile dal verde acceso al giallo, ricorda vagamente quella dell’avocado, particolarmente acquosa, profumata e dolce.

Note e curiosità

Come spesso accade per i meloni tradizionali, il sapore non incontra sempre il gusto attuale, abituato a una dolcezza più marcata; tuttavia il Moscatello ha acquistato negli ultimi anni una certa popolarità, trovandosi in vendita presso vivaisti e fruttivendoli specializzati in varietà locali. Altri meloni locali lombardi affini sono il Rognoso (o Rospo, o Zatta, con la variante di Caravaggio), il melone di Calvenzano (Bergamo), il Vecchio viadanese, la Banana di Santa Vittoria e il melone rampichino di Casalromano (Mantova).

Bibliografia

  • Regione Lombardia, Atlante delle varietà ortive tradizionali della Lombardia, a cura di G. Rossi, F. Ferrari, M. Scalora, B. Ghidotti, S. Lodetti (Università di Pavia, Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente), 2023, finanziato dal Ministero dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e foreste, Fondo per la biodiversità agricola e alimentare (L. 194/2015)
  • L. Erba, A. Visconti, Le carte dei cibi. Pavia: territorio, prodotti, pranzi di una città agricola e universitaria, Università degli Studi di Pavia, Biblioteca Universitaria di Pavia, 2015
  • Rossi, Ferrari, Ghidotti, 2023