Colombo Romagnolo

Razza animale · Emilia-Romagna

Colombo romagnolo dalle caratteristiche “pantofole” alle zampe, standardizzato nel 1977; oggi circa 500 coppie, in forte calo.

Il Colombo Romagnolo, o Mondano Romagnolo, prende il nome dall’area dove era più diffuso già a fine Ottocento, secondo il professor Alessandro Ghigi, che lo classificò fra i colombi “Grossi o Mondani”. Teodoro Pascal (1910) lo inserisce fra i colombi commestibili di tipo Torraiolo, segnalando che era “stato lanciato nel commercio da poco tempo”, inizialmente calzato e a manto bianco.

Le pantofole, un tratto distintivo

Il tratto inconfondibile della razza sono le “pantofole”: penne orientate lateralmente e in avanti a ventaglio sulle zampe. A inizio Novecento coesistevano soggetti a tarso nudo e calzati; la selezione successiva ha escluso definitivamente quelli privi di pantofole.

Lo standard moderno

Lo standard fu fissato nel 1977 dalla Federazione Italiana Allevatori di Colombi, riprendendo un modello già creato negli anni Settanta dagli allevatori ravennati Francesco Ballotta, Giacinto Giacomoni e Luigi Fabbri, in stretto rapporto con lo stesso Ghigi; fu poi rivisto nel 1999. Oggi diffuso soprattutto in Romagna, conta circa 500 coppie riproduttive, più che dimezzate negli ultimi vent’anni.

Bibliografia

D. Bigi, F. Perri, A. Zanon, Le razze locali dell’Emilia-Romagna, Edizioni Bertani & C., 2024. Bibliografia citata nella scheda originale: Ghigi A. (1950) Piccioni domestici e colombicoltura, Roma; Pascal T. (1910) Colombi commestibili e sportivi, F. Battiato Editore.

  • Bigi, Perri, Zanon, 2024