Nicolò Caula
Nicolò Caula (Modena, metà del XVIII secolo) è l’erudito modenese a cui si devono le annotazioni in prosa che accompagnano il ditirambo I vini modanesi dell’abate Giovan Battista Vicini (Modena, 1752).
La figura
Di Caula si conosce poco sul piano biografico: il suo nome è giunto fino a noi soprattutto attraverso queste note. L’attribuzione del commento è stata talvolta discussa, ma la tradizione lega le annotazioni al suo nome, accanto ai versi dell’abate finalese Vicini.
L’opera
Al poemetto bacchico di Vicini — un «baccanale d’un Accademico Dissonante» — Caula affiancò note che descrivono le numerose uve coltivate nel Modenese e i vini che se ne traevano: Lambruschi, Trebbiani, Uva d’oro, Negrette, Berzemino, Malvasie e altre, con osservazioni sul pregio e sull’uso enologico. È la più ricca testimonianza settecentesca sulla varietà modenese, fedelmente trascritta da Luigi Maini nel suo Catalogo del 1851.
Nelle schede di Cornucopia
Le attestazioni che risalgono a questa fonte compaiono nelle voci dell’enciclopedia come «Caula, 1752».
