Frutticoltura storica dell’Emilia-Romagna

Cronologia, articolazione per aree interne e fonti principali della frutticoltura storica dell’Emilia-Romagna, dalle specie arboree di età mediterranea alla frutticoltura specializzata novecentesca e ai recuperi contemporanei di cultivar locali.

Cronologia

Antichità
Diffusione mediterranea di pesco, pero, melo e altre specie arboree.
Medioevo
Frutteti sparsi, broli, orti di monasteri e poderi promiscui.
Età moderna
Innesto, giardini produttivi, attenzione agronomica crescente.
Ottocento
Società agrarie, pomologie, mostre e descrizioni varietali.
Novecento
Frutticoltura specializzata, comprensori di pero e drupacee, cooperazione.
Rivoluzione verde e oltre
Intensificazione, riduzione varietale, poi recuperi di cultivar locali.

Aree interne

Ferrarese
Pericoltura specializzata, grandi impianti di pianura, organizzazione commerciale.
Romagna
Pesco, nettarine, albicocco, ciliegio: colture intensive novecentesche.
Modenese e Bolognese
Pomacee e drupacee di collina, ciliegio, orti e ville produttive.
Parmense e Reggiano
Frutteti di collina, peri antichi, alberi sparsi nei poderi.
Piacentino e Appennino
Mele, pere, susine e frutti rustici sopravvissuti in orti, giardini e poderi sparsi.

Fonti principali

Repertoriali: schede RER per pero, pesco, melo e cultivar locali (Angelica, Cocomerina precoce, Bella di Cesena).

Pomologiche: Atti del III Congresso nazionale di frutticoltura, Ferrara 1949; indagini di Breviglieri e Solaroli; Dotti (1933) sul pesco ravennate.

Tecniche: pubblicazioni e curriculum di Silviero Sansavini; documentazione regionale sulla cooperazione agroalimentare e la frutticoltura specializzata.