La fama dei vini modenesi e reggiani

Il catalogo di Maini raccoglie numerose testimonianze sulla rinomanza dei vini modenesi e reggiani, dai trattatisti del Cinquecento ai poeti del Seicento.

Andrea Bacci e i vini di Vignola

Andrea Bacci (Baccio), esaltata «l’amena posizione di Vignola e la rara feracita` de’ suoi contorni», distingue tre vini: l’Albano (da viti propagate dall’Albano della Campania), il Tosco (da viti trasportate di Toscana) e il Trebbiano, «eletto fra gli altri» e migliore dei Trebbiani dell’Arno. Bacci documenta anche la vinificazione «per semplice ebullizione nei vasi vinarii», comunissima in tutta la regione circumpadana.

Tassoni e i vini di Sassuolo

Nella Secchia rapita (canto III) Tassoni celebra i vini di Sassuolo, «dove suol de l’uve far nettare a Giove», dichiarandoli nelle note «perfettissimi». Vedi la scheda Vino di Sassuolo.

Fulvio Testi

Il lirico Fulvio Testi antepone i vini estensi a quelli d’Etruria, del Vesuvio, di Liguria, d’Ischia e di Grecia: «Cari al Tebano Dio / questi colli son anco e non si sdegna…»

I terroir migliori secondo Caula

Caula osserva che le uve di buona qualita` nascono nei terreni magri e leggieri (dove crescono felci, razze, rosette, iperico, timo, centaurea, serpillo), ma anche in alcuni siti di terra forte e grassa: le terre della villa di Serra, la Nizzola, la Baccona («cosi` detta dal Dio Bacco»), il Casamento, le Costiere de’ Cavedoni, di Nirano e di Fiorano. Maini propende pero` per il primato della buona esposizione e dell’aria temperata.

Fonti: A. Bacci, De naturali vinorum historia; A. Tassoni, La Secchia rapita, 1622; F. Testi, Canzoni; N. Caula, 1752; riportati in L. Maini, 1851. Sezione su acquavite e aceto da completare. Da integrare con immagini.