Uva Rotundifolia Scuppernong
Vitigno · Emilia-Romagna
Descrizione (Francesco Aggazzotti, 1867)
Grappolo molto piccolo, componesi di 12 o tutt’al più 18 grani rotondetti, del diametro di 12 millimetri, attaccati al gambo centrale con esile picciuoletto. Buccia di resistenza ordinaria, rossiccia e ricoperta della solita polvere bianco-cerea. Sugo scarso, prodotto da una polpa bianca che veste ostinatamente un polputo vinacciolo di ordinaria grossezza; il gusto di questo succo è piuttosto dolciastro-grasso, che si mantiene anche nel vino e risente di quell’aroma di fragola comune alle uve di viti americane coltivate qui da noi, come l’Isabella, non però in grado così intenso.
Vitigno ottenuto da seme americano distribuito gratuitamente dal Ministero d’Agricoltura sotto il nome di Rotundifolia Scuppernong, di cui Aggazzotti ottenne il primo frutto nel 1883. Coltivato da poco tempo (dal 1879 al 1883), non azzarda giudizi temerari; osserva solo che è molto frondoso, si riveste di molti piccoli grappoletti e sembra prosperare sufficientemente bene in questa provincia modenese; però, se non possedesse l’asserta proprietà d’essere resistente alla fillossera, non ne incoraggerebbe la propagazione né come uva da vino né come mangereccia da tavola, non rimanendole posto che fra le comuni da porta-mosto.
F. Aggazzotti, Catalogo descrittivo delle principali varietà di uve coltivate presso il cav. avv. Francesco Aggazzotti del Colombaro, Modena, Tip. Carlo Vincenzi, 1867 (con aggiunte dell’autore fino al 1883), voce «Rotundifolia Scuppernong».
