Uva Cuccona

Vitigno · Emilia-Romagna

Descrizione (Francesco Aggazzotti, 1867)

Grappolo irregolare, ora grappito, ora allungato, ed a grani staccati e distanti, con due o tre grappoletti alla sommità. Peduncolo discretamente forte, sempre verde. Acino sferico, propendente al grosso, opaco, con polpa consistente. Buccia verdiccia, non di rado tendente al verde-giallo, grossa e coriacea, opaca, annuvolata, sempre coperta da polvere. Sugo denso, incoloro, dolcetto, insipido.

Uva d’infima qualità come vinifera; ha però due pregi che, in speciali circostanze, possono procurarle preferenza: il primo è la sua vigoria e rusticità, che la fa allignare ove sono restie molte altre viti; e poi la lunga durata come mangereccia, purché sia riposta e custodita in camere adattate e colle debite cautele, cioè privandola di luce e mantenendo la maggior quiete possibile nell’aria che la circonda. Non è raro vederla, quando fosse staccata dall’albero nel mese di aprile, durare anche fino al giugno. Quanto alla feracità, un piede da me coltivato in albero produsse un anno oltre cinquecento chilogrammi; e, siccome molto tardiva, accade spesso che i frutti sopravvivano alle foglie cadute per le sopravvenute brine.

F. Aggazzotti, Catalogo descrittivo delle principali varietà di uve coltivate presso il cav. avv. Francesco Aggazzotti del Colombaro, Modena, Tip. Carlo Vincenzi, 1867, scheda 44.