Fagiolo Stringone
Ortiva · Lombardia
Fagiolo mangiatutto a baccello lunghissimo (Vigna unguiculata), noto come Fagiolina nel mantovano e Stringone nel pavese.
Il Fagiolo mangiatutto detto Fagiolina (nel Mantovano) o Stringone (nel Pavese), o ancora genericamente «fagiolo del metro», appartiene alla specie Vigna unguiculata (L.) Walp. subsp. unguiculata (Fabaceae), gruppo di cultivar Sesquipedalis. Semi e testimonianze sono stati raccolti in Lombardia e, un tempo, anche in Emilia-Romagna, nella zona di Ravenna; non sono ancora disponibili informazioni sufficienti per ricondurre le diverse accessioni a varietà singole, ma esse sono ben distinguibili sul piano morfologico, in particolare per il colore dei semi.
Storia
Una prima accessione a semi color rosso mattone è stata acquisita nel 2020 dal dott. Bruno Campion, allora ricercatore presso il Centro di Ricerca per l’agricoltura CREA-Genomica e Bioinformatica di Montanaso Lombardo, che l’ha ricevuta da Rosetta Gola di Castel Goffredo (Mantova), la quale ha autoriprodotto il fagiolo almeno dagli anni Sessanta del secolo scorso.
Una seconda testimonianza è stata raccolta in Valchiavenna, a Samolaco (Sondrio), dove Enzo Geronimi (classe 1963) ricorda che nonno e padre coltivavano «fagiolini del metro» con baccelli lunghi fino a 80-100 cm, localmente chiamati «mandragore», i cui semi sono andati perduti. Una terza accessione proviene da San Martino Siccomario (Pavia), dove Angelina Landini (classe 1932) ha coltivato per decenni i «mandràval», ma i pochi semi rimasti, di colore scuro tendente al nero, non sono risultati vitali.
Prove di coltivazione sono state svolte nel 2020 presso il CREA di Montanaso Lombardo e Lodi, nell’ambito del progetto Core-Save, sostenuto dal Programma di Sviluppo Rurale della Regione Lombardia; i semi derivati sono conservati presso la Banca del Germoplasma dell’Università di Pavia.
Tradizioni
Molto diffuso a Castel Goffredo fino a pochi anni fa, come testimoniato da diverse persone che ricordano di averne mangiato spesso i giovanissimi baccelli come fagiolini mangiatutto, oppure «pr’al minestròn» (nel minestrone), come ricordato da Francesco Slanzi, cuoco appassionato di tradizione culinaria locale (Pavia).
Morfologia
Portamento rampicante e frutto a baccello di lunghezza notevole, oltre 30 cm. Fiori riuniti in gruppi di due o più, con corolla grande, di colore variabile dal bianco crema al violetto. I semi, di forma da reniforme a ovoide, sono color rosso mattone (Mantova) o neri (Pavia).
Note e curiosità
La specie V. unguiculata, di origine africana, fu domesticata circa 4.000-5.000 anni fa in Africa occidentale ed era nota, nella forma «dall’occhio», già ai Romani. Un testimone ricorda che la fagiolina si coltivava in consociazione con il mais («melichetti») per produrre foraggio fresco per il bestiame. Coltivazioni affini di fagiolina del metro sono tuttora presenti in altre regioni italiane, ad esempio il fagiolo Stringa di Lucca e quello di Fusignano (Ravenna), in Emilia-Romagna.
Bibliografia
- Regione Lombardia, Atlante delle varietà ortive tradizionali della Lombardia, a cura di G. Rossi, F. Ferrari, M. Scalora, B. Ghidotti, S. Lodetti (Università di Pavia, Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente), 2023, finanziato dal Ministero dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e foreste, Fondo per la biodiversità agricola e alimentare (L. 194/2015)
- Rossi, Ferrari, Ghidotti, 2023
