Tacchino di Parma e Piacenza

Razza animale · Emilia-Romagna

Tacchino documentato dai dipinti di Felice Boselli (fine ’600), piumaggio simile al Narragansett americano; oggi circa 200 capi.

Il Tacchino di Parma e Piacenza, o Tacchino del Ducato, si ritrova già nei dipinti di Felice Boselli (Piacenza 1650 – Parma 1732), anteriori all’epoca dei Borbone di Parma cui si era inizialmente attribuita l’introduzione della razza dalla Spagna: la datazione dei dipinti di Boselli ha smentito questa ipotesi. La razza compare anche nei dipinti di Gaetano Chierici (1838-1920) e di Stefano Bruzzi (1835-1911).

Il piumaggio e il legame con l’America

Il piumaggio è pressoché identico a quello del tacchino americano Narragansett, sviluppato a Narragansett Bay (Rhode Island) da incroci fra tacchini selvatici orientali e domestici portati dai coloni fin dal Seicento, e riconosciuto dall’American Poultry Association nel 1874. Un esemplare imbalsamato con ciuffo occipitale — mutazione documentata in questa sola razza italiana — è conservato al Museo di Storia Naturale di Parma.

Il recupero

Il progetto di recupero, avviato nel 1999 con soggetti provenienti da Centenaro (Appennino piacentino) e Vicomero (Parma) e sostenuto dalla Provincia di Parma, portò la popolazione a circa 500 capi verso il 2006; oggi se ne stimano non più di 200. La pelle bianco intenso, distintiva rispetto al Tacchino Romagnolo a pelle giallastra, era un tempo apprezzata dai commercianti di pollame.

Bibliografia

D. Bigi, F. Perri, A. Zanon, Le razze locali dell’Emilia-Romagna, Edizioni Bertani & C., 2024. Bibliografia citata nella scheda originale: Ghigi A. (1936) Faraone e Tacchini, Hoepli; Cornoldi G. (1965) Il Tacchino, Edagricole.

  • Bigi, Perri, Zanon, 2024