Uva Pinot Nero
Vitigno · Emilia-Romagna
Vitigno nero di Borgogna (Pinot nero), segnalato da Malavasi (1879) di recente introduzione nel Modenese. Acino subsferico nero, buccia sottile, pregiato per vino.
Il Pinot nero (Pineau) è un vitigno nero di Borgogna descritto da Malavasi (1879), che ne segnala l’introduzione recente e la coltivazione in vigna nel Modenese.
Profilo ampelografico (Malavasi, 1879)
Tralcio. Rossigno, prismatico, striato, aracneoso al sommo, a nodi un po’ grossi, internodi brevi, minori del peduncolo, disposti a zig-zag.
Foglia. Lembo a 5 lobi, incisi in media per 1/4, gli inferiori bilobi e molto avvicinati fra loro, denti radi e poco mucronati. Pagina superiore color verde-intenso, l’inferiore quasi glabra, a bioccoli di peluria piccoli, rari e sparsi, colle nervature appena rosseggianti alla base. Peduncolo rosso, un po’ aracneoso, striato, ingrossato alla base, poco contorto, lungo meno del lembo.
Grappolo. Piuttosto serrato, conico-cilindrico, di 10-15 cent., a peduncolo aracneoso un po’ lungo, rachide verdiccio, pedicelli rossi al sommo.
Acino. Subsferico, di mm. 14-15, dolce, sugoso, a buccia sottile, nera, con molta cera. Semi: 1-2 piuttosto grandi.
Vitigno di Borgogna, descritto anche dal Rozier; alcune piante recentemente introdotte e coltivate in vigna, appoggiate agli olmi. Assai ferace, matura in settembre ed è pregiato pel vino.
L. Malavasi, Contributo all’ampelografia modenese, Modena, Tip. Cesare Olivari, 1879.
Alle origini: Autun e il Gouais
Il Pinot è uno dei due «fondatori della stirpe» (con il Traminer): un vitigno antichissimo e complesso, «talmente amato» che la sua selezione è stata ripetuta innumerevoli volte nel corso della storia.1
La sua probabile culla è l’antica Autun, in Borgogna. Un documento del 312 d.C. riporta il ringraziamento degli abitanti all’imperatore Costantino e cita un vigneto, il «Pagus Arebrignus», i cui vini erano famosi in tutta la Côte de Nuits. Lo storico Gaston Roupnel (1932) ne descrisse la coltivazione «per protezione», con viti dai tratti ancora selvatici moltiplicate per propaggine: foglia, seme, grappoli e acini piccoli avvicinano infatti il Pinot alle viti selvatiche.1
Il sodalizio con il Gouais blanc
La fortuna genetica del Pinot nasce dal suo «sodalizio perfetto» con il Gouais blanc, un vitigno che i Romani portarono dalla Pannonia. Dai loro incroci nacque una quindicina di varietà del Nord-Ovest francese, fra cui lo Chardonnay, i Gamay, il Melon, l’Aligoté e il Petit Meslier. «Mutevole per natura», il Pinot ha inoltre dato origine per mutazione al Pinot bianco e al Pinot grigio. Il Gouais, oggi quasi scomparso, non ha in Italia una scheda propria: è citato qui come progenitore.1
- A. Scienza, S. Imazio, La stirpe del vino, Sperling & Kupfer, 2018. ↩︎
