La Prusinia di Plinio e la Vite Modanese

Plinio il Vecchio ricorda l’uva Prusinia, introdotta per innesto nel suolo modenese e divenutane una specialita`: aveva l’acino nero, e il vino che se ne spremeva si trasformava da nero in bianco dopo un quadriennio — «nigro acino intra quadriennium albescente vino» (Hist. Nat., l. XIV).

La Vite Modanese di Filippo Re

Nel Catalogo delle piante coltivate nell’Orto agrario della R. Universita` di Bologna (1812), Filippo Re appone alla Prusinia di Plinio il nome di Vite Modanese, «percheé ai giorni di quel grande naturalista abbondava nell’agro modenese». L’avvocato Filippo Spezzani di Modena gliene aveva inviato i magliuoli, avendone fatto un vino «ad uso di Sciampagna», bianco e assai buono.

Maini, interrogati gli agronomi del suo tempo, pote` solo accertare che di quella varieta` restavano alcune viti in un fondo dei fratelli Reggianini di Modena, ma che i periti non vi riconoscevano i caratteri attribuiti da Plinio alla Prusinia.

Fonti: Plinio, Naturalis Historia, l. XIV; F. Re, Rapporto sullo stato dell’Orto Agrario, Milano 1812; riportati in L. Maini, 1851. Da integrare con immagini.