Uva Greco modenese
Vitigno · Emilia-Romagna
Vitigno a bacca bianca del Modenese-Reggiano descritto da Maini (1851), da non confondere col Greco di Bianco calabrese. Riconoscibile per la caratteristic
Vitigno a bacca bianca del Modenese-Reggiano descritto da Maini (1851), da non confondere col Greco di Bianco calabrese. Riconoscibile per la caratteristica fossetta sul fondo dell’acino.
Nota storica (1752)
«è bonissimo per far vini spiritosi, ma non troppo delicati. Può molto inacquarsi: ella è uva assai gialla con grappoli anzi grandi che no; le grana sono grosse, rotonde e nel loro fondo hanno una fossetta, ossia una foratura, che sembra fatta colla punta d’un ago. Il guscio è molto sodo.»
Annotazioni al ditirambo «I Vini Modenesi» di G. B. Vicini, 1752 (attribuite a Pincetti o a N. Caula); riportate in L. Maini, 1851.
Profilo ampelografico (Malavasi, 1879)
Tralcio. Alquanto prismatico e striato, un po’ aracneoso, rossiccio alla base, verde al sommo, a nodi ben ingrossati, a internodi brevi, minori del peduncolo, disposti a zig-zag.
Foglia. Lembo a 5 lobi, incisi anche un po’ più di 1/2, gli inferiori ora molto avvicinati ora meno, denti mucronati. Pagina superiore verde variegata in verde-giallastro, l’inferiore lanuginosa se i lobi inferiori sono molto avvicinati, pubescente se lo sono poco; nervature un po’ rosse alla base. Peduncolo rosso, tranne alla base ed al sommo, ben striato, aracneoso, poco ingrossato alla base, poco geniculato e non contorto, lungo circa quanto la nervatura centrale.
Grappolo. Spargolo, anche un po’ serrato, lungo talora sino a 25 cent., a 3-5 assi secondarj un po’ distanti, a lungo peduncolo grosso e ligneo, rachide gialliccio un po’ rossigno; pedicelli lunghi, talora più dell’acino.
Acino. Sferico, di 14-15 mm., largamente punteggiato al sommo, duro a frangere, sugosissimo, dolce-agretto assai grato, con buccia sottile giallo-dorata, cera mediocre. Semi: ordinariamente 3 medj, brunicci.
Vitigno non molto frequente, assai ferace. L’uva matura in settembre ed è molto pregiata per vino; il Caula la raccomanda per vini spiritosi. Malavasi la dice affine all’Albanella di Pesaro, al montecchiese di Macerata e al biancuccio di Fermo.
L. Malavasi, Contributo all’ampelografia modenese, Modena, Tip. Cesare Olivari, 1879.
Analisi del mosto (E. Ramazzini, 1887)
Campioni raccolti a San Faustino; buccia giallo-dorato, uva da vino. Apprezzamento locale: buono. Mosto: glucosio 18,9; acidità totale 0,74; bitartrato potassico 0,21; colore gialliccio; sapore dolce. Osservazione: «nota specialmente nella pianura bassa».
E. Ramazzini, Uve principali della pianura modenese. Analisi, Modena, Tip. Moneti e Namias, 1887 (Quadro III — uve bianche).
- Pincetti/Vicini e Caula, 1752
- L. Malavasi, 1879
