Uva Moradella

Vitigno · Lombardia

Vitigno a bacca nera pavese, nel XIX sec. il più importante della provincia (96 Comuni). Ora ridotto a pochi filari. Rubino carico, fruttato e speziato, «Buttafuoco» e «Sangue di Giuda».

Uva Moradella

Descrizione e riconoscimento

Considerata nell’Ottocento la varietà più importante della provincia di Pavia (dove veniva coltivato in ben 96 Comuni), la Moradella è una cultivar a bacca nera caratterizzata da una buona resistenza alle avversità climatiche, ormai ridotta a livello di pochi filari.1

Storia e diffusione

Il suo progressivo abbandono è iniziato infatti con l’arrivo dell’oidio, malattia alla quale esso è particolarmente sensibile, e con la successiva introduzione, al suo posto, della Barbera. Le denominazioni «Buttafuoco», «Barbacarlo» e «Sangue di Giuda», almeno nelle loro espressioni originarie, dovevano gran parte della loro qualità al fatto che provenivano da vigneti molto vecchi, in cui era presente una forte percentuale di Moradella.

Uso enologico

Molto interessanti sono le caratteristiche organolettiche dei vini che produce: colore rosso rubino carico, intensi aromi fruttati e speziati, struttura considerevole con buon contenuto polifenolico, morbido, alcolico e persistente.

  1. A. Scienza, Dizionario dei vitigni antichi minori italiani, 2004, pp. 80–81. ↩︎

Nel censimento Du Tillot del 1771 la moradella è rilevata nel Piacentino, con «grani neri rotondi e di mediocre grossezza, grappoli ordinari e serrati», a maturazione tardiva e «uva aggradevole».1

  1. Censimento Du Tillot, 1771. ↩︎